Dalla Tomba alla Chiesa Inferiore: il Cardinale Fernández Artime presiede il rito solenne davanti a trecento frati e alle telecamere di Rai 1
di Salvatore Stano
ASSISI – Un momento di profonda spiritualità e storia ha segnato il pomeriggio di sabato 21 febbraio ad Assisi. La comunità dei frati minori e la città intera si sono strette attorno alle spoglie di San Francesco per la celebrazione della traslazione del corpo del Santo, un rito che rinnova il legame indissolubile tra il “Poverello” e la Basilica a lui dedicata.

La solennità dei Vespri
Il corpo di San Francesco è stato traslato dalla Tomba alla Chiesa Inferiore, in una cornice di preghiera e silenzio raccolta attorno alla recita dei Vespri. Alla cerimonia hanno preso parte circa trecento frati, creando un’immagine plastica di unità e devozione dell’ordine verso il proprio fondatore.

A presiedere la celebrazione è stato il Cardinale Ángel Fernández Artime, Legato Pontificio per le Basiliche Papali di Assisi, la cui presenza ha sottolineato il valore universale dell’evento per la Chiesa cattolica.
Un evento seguito da milioni di fedeli
Nonostante la dimensione raccolta all’interno della Basilica, l’evento ha raggiunto le case di milioni di italiani. La celebrazione è stata infatti trasmessa in diretta su Rai 1, all’interno della rubrica “A Sua Immagine”, permettendo ai fedeli di tutto il Paese di partecipare spiritualmente a un passaggio così significativo della vita liturgica francescana.

Oltre la liturgia: il valore simbolico di un ritorno alle origini
La traslazione del corpo di San Francesco non si è esaurita in un mero spostamento fisico delle spoglie, ma si è configurata come un atto dal profondo valore semantico. Il ritorno al cuore pulsante della Basilica Inferiore rappresenta, infatti, una riaffermazione dell’identità francescana nel suo luogo più iconico.
A dare corpo a questo simbolismo è stata la presenza corale dei trecento frati, testimoni di una comunità viva che si stringe attorno al proprio fondatore. Un rito solenne che, nel silenzio della preghiera, ha saputo accorciare le distanze temporali, riconnettendo la Assisi contemporanea alle sue radici medievali in un ponte ideale tra storia e devozione.





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