Israele: “Guerra per almeno altre tre settimane”. Trump: “Non sono ancora pronto ad un accordo”. Nella notte raid su Tel Aviv. Teheran colpisce Kuwait, Emirati e Arabia Saudita. Giallo sulle condizioni fisiche di Mojtaba Khamenei
AGI – Sedicesimo giorno di guerra in Iran e in Medioriente. Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone. Nessun ferito ma è stato distrutto un velivolo della Task Force Air italiana.
“Uccideremo Netanyahu”, minacciano i pasdaran. Nuova ondata di attacchi di Israele contro l’Iran occidentale. Nella notte raid di Teheran su Tel Aviv. Il conflitto continua a coinvolgere la vasta la regione del Golfo. Dall’Iran missili e droni anche sul Kuwait, Emirati e Arabia Saudita.
Trump avverte: “Non sono pronto ad un accordo, le condizioni non sono buone”. Non si sciolgono i dubbi sulle condizioni di salute di Mojtaba Khamenei. “Non so se sia vivo”, dice il presidente americano. “Non ha problemi” e “svolgerà i suoi doveri di nuova Guida Suprema”, sostiene il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi.
La diretta della giornata
19.05 Crosetto, perdita velivolo non ha riflessi su sicurezza
Nella base Al Salem in Kuwait “già nei giorni scorsi il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale” e “la perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell’area”: lo ha riferito il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una nota sull’attacco in cui è stato distrutto un Predator italiano.
18.37 Unifil, spari su caschi blu da “gruppi non statali”
L’Unifil ha riferito che i caschi blu sono stati presi di mira con colpi d’arma da fuoco tre volte “probabilmente da gruppi armati non statali” mentre svolgevano pattugliamenti intorno alle loro basi di Yatar, Dayr Kifa e Qallawiyah. “A Yatar, i colpi sono arrivati a soli cinque metri” dai militari Onu, si legge nella nota che precisa come “nessun militare sia rimasto ferito”. “Due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo un breve scambio di colpi, hanno ripreso le attività previste”.
La missione Onu ha sottolineato come “la presenza di armi al di fuori del controllo statale nell’area di operazioni dell’Unifil costituisce una violazione della risoluzione 1701”, definendo “inaccettabili” gli attacchi contro i caschi blu. “Ricordiamo con forza a tutti gli attori coinvolti i loro obblighi, ai sensi del diritto internazionale, di garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite in ogni momento e di adottare tutte le misure necessarie per prevenire danni ai civili. Qualsiasi attacco contro i caschi blu dell’Unifil costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 e puo’ configurarsi come crimine di guerra”, ha aggiunto.
17.51 Araghchi, “uranio arricchito sepolto sotto le macerie”
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che le riserve di uranio altamente arricchito dell’Iran sono sepolte “sotto le macerie” e che Teheran, al momento, non ha alcun piano per recuperarle o negoziare la loro diluizione. Da quando Israele e gli Stati Uniti hanno bombardato gli impianti nucleari iraniani lo scorso giugno, i circa 440 chilogrammi di uranio arricchito “sono sepolti sotto le macerie”, ha affermato Araghchi in un’intervista a “Face the Nation” della CBS. “I nostri impianti nucleari sono stati attaccati e tutto è sepolto sotto le macerie. Certo, sapete che esiste la possibilita’ di recuperarli, ma sotto la supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Se un giorno giungessimo alla conclusione di farlo, avverrebbe sotto la supervisione dell’Agenzia. Ma per il momento non abbiamo alcun programma. Non abbiamo alcun piano per recuperarli da sotto le macerie”, ha dichiarato all’emittente. Per quanto riguarda la disponibilità dell’Iran a rinunciare all’arsenale, Araghchi ha affermato che “tutto dipende dal futuro. Se in futuro dovessimo decidere di avviare negoziati con gli Stati Uniti o altri interlocutori, potremmo decidere cosa mettere sul tavolo. Per il momento, non c’è nulla sul tavolo”. Washington ha chiesto all’Iran di rinunciare al suo arsenale nucleare durante i colloqui sul nucleare, interrotti dalla sua operazione militare lanciata con Israele il 28 febbraio.
17.14 Mille navi in attesa di attraversare Hormuz
Attualmente, circa 1.000 navi sono in attesa di attraversare lo Stretto di Hormuz, tra cui circa 200 petroliere che trasportano rifornimenti necessari in tutto il mondo. Lo riferisce Al Jazeera, precisando che centinaia di navi attendono vicino allo Stretto in un clima di crescente tensione regionale. L’esercito iraniano ha lanciato diverse minacce alle navi che tentano di attraversare lo Stretto di Hormuz o anche solo di avvicinarsi all’imboccatura. L’Iran ha dichiarato che non permetterà il passaggio alle navi statunitensi e affiliate agli Stati Uniti, mentre altre navi potranno transitare dopo aver ottenuto l’autorizzazione. Tuttavia, anche navi non collegate agli Stati Uniti sono state prese di mira.
Nei giorni scorsi, una nave battente bandiera thailandese stava tentando di attraversare lo Stretto di Hormuz quando è stata colpita da missili balistici. I missili hanno colpito la nave e circa 20 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo dalla Marina omanita. Si ritiene che circa tre membri dell’equipaggio risultino ancora dispersi in mare. Teheran mantiene saldamente il controllo di questa strategica via navigabile: il blocco dello Stretto di Hormuz, nel contesto del conflitto regionale, hanno già causato un’impennata dei prezzi del petrolio e l’aumento dei costi del carburante in molti paesi.
16.43 Araghchi, “mai chiesto cessate il fuoco e i negoziati”
L’Iran non ha mai chiesto un cessate il fuoco nè l’avvio di negoziati con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una risposta diretta alle ultime dichiarazioni di Donald Trump, secondo cui Teheran sembrava pronta a raggiungere un accordo a condizioni sgradite a Washington. “No, non abbiamo mai chiesto un cessate il fuoco e non abbiamo mai chiesto nemmeno di negoziare. Siamo pronti a difenderci finchè sarà necessario”, ha affermato Araghchi in un’intervista a “Face the Nation” della CBS. Il capo della diplomazia iraniana ha respinto inoltre l’affermazione secondo cui si tratterebbe di “una guerra di sopravvivenza” per l’Iran, dichiarando che il Paese è “stabile e sufficientemente forte. Stiamo solo difendendo il nostro popolo da questo atto di aggressione”.
16.28 Idf, colpiti centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie
Israele afferma di aver colpito centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie e dei Basij nell’Iran occidentale. L’esercito israeliano ha riferito che la sua aviazione ha condotto una nuova ondata di attacchi contro le infrastrutture militari iraniane nell’Iran occidentale. In un post su X, l’Idf ha riportato che gli attacchi hanno colpito “diversi centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie e dell’unità Basij” nell’area di Hamadan. Secondo l’esercito, queste strutture venivano utilizzate per coordinare le operazioni e pianificare attacchi contro Israele e altri paesi della regione. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver esteso gli attacchi contro quelle che ha definito le infrastrutture di comando e controllo del governo nell’Iran occidentale e centrale. Le Forze di Difesa Israeliane hanno cosi’ completato una nuova ondata di attacchi contro i quartier generali nell’Iran occidentale.
15.40 Tajani, nessun problema per i militari italiani della base in Kuwait
“Nessun rischio e nessun problema per i nostri militari. Il Kuwait è un obiettivo militare dell’Iran per la presenza di base americane”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando dell’attacco alla base italiana in Kuwait. “Non ci facciamo intimorire, manterremo fede agli impegni internazionali”, afferma Tajani.
15.06 Portolano, distrutto in Kuwait un velivolo della Task force italiana
“Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto”. A renderlo noto su X è il generale Luciano Portolano, capo di Stato maggiore della Difesa. “Ho immediatamente sentito il colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Dell’accaduto ho prontamente informato il ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero”, aggiunge Portolano.
14.46 Drone su base Ali Al Salem in Kuwait, personale italiano in sicurezza
Attacco con drone alla base di Ali Al Salem in Kuwait, “personale italiano in sicurezza”. A renderlo noto è lo Stato maggiore della Difesa.
Il dispositivo italiano della Task Force Air era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. Il velivolo colpito costituiva “un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni”. La situazione è “costantemente monitorata” dal capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando operativo di vertice interforze, che mantengono “un contatto continuo con i contingenti sul terreno”
14.26 Idf, piani dettagliati in Iran fino a Pasqua e 3 settimane dopo
In un’intervista alla Cnn, le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di avere piani dettagliati fino alla Pasqua ebraica e per le tre settimane successive. “Siamo pronti, in coordinamento con i nostri alleati statunitensi, con piani che si estendono almeno fino alla festività ebraica di Pesach, tra circa tre settimane. E abbiamo piani più ampi anche per le tre settimane successive”, ha dichiarato il portavoce delle Idf, il generale di brigata Efi Dafrin.
La festività di Pesach 2026 avranno inizio il 1 aprile per concludersi il 9. La stessa fonte ha affermato che durante le prossime settimane “abbiamo ancora migliaia di obiettivi da colpire”. Dafrin ha sottolineato, inoltre, che le Forze di Difesa Israeliane “non lavorano secondo un cronometro o una tabella di marcia, ma piuttosto per raggiungere i nostri obiettivi“.
Due giorni fa, il quotidiano Times of Israel ha riportato che l’esercito si stava preparando per diverse altre settimane di operazioni in Iran, avendo ancora molti obiettivi da colpire, sia a Teheran che in altre parti del paese.
13.43 Teheran, la guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che la guerra con Stati Uniti e Israele finirà solo quando l’Iran avrà la certezza che non verrà ripresa. “Questa guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà e che verranno pagate le riparazioni. Lo abbiamo vissuto l’anno scorso: Israele ha attaccato, poi gli Stati Uniti si sono riorganizzati e ci hanno attaccato di nuovo”, ha detto il capo dlela diplomazia iraniana al quotidiano in lingua araba Al-Araby Al-Jadeed, riferendosi alla guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti già combattuta nel giugno 2025 e a quella ripresa lo scorso 28 febbraio.
13.34 Emirati, intercettati 4 missili e 6 droni lanciati dall’Iran
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di aver intercettato diversi missili balistici e droni lanciati dall’Iran. “Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 4 missili balistici e 6 droni“, si legge in un comunicato diffuso sui social media. Il ministero ha aggiunto che, dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il 28 febbraio, le difese aeree hanno “intercettato 298 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.606 droni”. Negli Emirati Arabi Uniti, almeno sei persone sono rimaste uccise e 142 ferite in attacchi iraniani nelle ostilità.
12.29 Tel Aviv, nessun negoziato diretto tra Israele e Libano
Non sono previsti negoziati diretti tra Israele e Libano per porre fine alla guerra, iniziata il 2 marzo in seguito all’attacco di Hezbollah seguito ai raid aerei israelo-americani sull’Iran. “La risposta è no”, ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ai giornalisti riguardo alla possibilità di un dialogo tra Israele e Libano. Una fonte libanese aveva affermato sabato che i negoziati erano “in programma” e che i preparativi per la formazione di una delegazione erano “in corso”, ma aveva specificato che era necessario “un impegno israeliano per una tregua o un cessate il fuoco”.
11:57 Londra, stiamo discutendo con alleati di Stretto Hormuz
Il Regno Unito sta discutendo con gli alleati su come garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato a Sky il ministro dell’Energia britannico, Ed Miliband. “Stiamo parlando con i nostri alleati. Ci sono diversi modi in cui possiamo rendere possibile la navigazione marittima“, ha affermato Miliband, “stiamo esaminando intensamente con i nostri alleati cosa si può fare, perché è fondamentale riaprire lo Stretto“.Parlando alla Bbc, Miliband ha descritto la riapertura dello stretto come una “priorità per il mondo” e ha affermato che “si stanno valutando tutte le opzioni possibili per riaprire lo stretto“.
11:48 Libano: Idf chiede evacuazione di quartieri Beirut Sud
In un post su X, il portavoce militare israeliano Avichay Adraee ha avvertito ai residenti di alcune aree della periferia sud di Beirut di evacuare “immediatamente” in vista di possibili attacchi israeliani.
Londra, ora necessaria de-escalation
In Iran “il piano ora deve essere una de-escalation del conflitto”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Energia britannico, Ed Miliband, alla Bbc, mentre gli Usa chiedono agli alleati di inviare navi militari nello Stretto di Hormuz per sbloccare le rotte petrolifere.
09:16 Israele annuncia lancio vasta ondata di attacchi
L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato una vasta ondata di attacchi contro l’Iran occidentale. “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dato inizio a un’ondata di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale”, si legge in un comunicato dell’esercito di Tel Aviv
08:39 Dieci razzi sparati da Hezbollah su Haifa, nessun ferito
Hezbollah ha lanciato dieci razzi sul territorio di Haifa, senza provocare feriti. Lo riportano i media israeliani.
08:16 Venti arresti con accusa di collaborare con Israele
Venti persone sono state arrestate nel nord-ovest dell’Iran con l’accusa di aver inviato a Israele informazioni sulla posizione di risorse militari iraniane. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasnim, che cita una dichiarazione della procura della provincia dell’Azerbaigian Occidentale.
07:49 Libano: almeno 14 morti in nuovi attacchi israeliani
Almeno 14 persone, tra cui quattro minori, sono morte negli ultimi attacchi sferrati da Israele su diverse localita’ del Libano. Lo rendono noto le autorita’ sanitarie di Beirut secondo l’agenzia stampa ufficiale Nna
06:49 Notte di raid contro Israele, due feriti lievi a Holon
Proseguono i raid contro Israele. Nella notte, riferisce Time of Israel, si sono susseguiti 5 attacchi. E’ di poco fa la segnalazione dell’ultimo attacco missilistico balistico iraniano contro Israele, il quinto dalla mezzanotte. Secondo le prime valutazioni militari, il missile sarebbe stato intercettato. Le sirene hanno risuonato in tutto il sud del paese. Il bilancio e’ di due persone rimaste leggermente ferite a Holon
06:18 Pasdaran promettono dare la caccia e uccidere Netanyahu
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane promettono di “dare la caccia e uccidere” il premier israeliano Netanyahu.
05:20 Pasdaran rivendicano attacchi su Israele, Kuwait e Iraq
L’Iran rivendica gli attacchi contro Israele e le basi statunitensi in Iraq e Kuwait. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) afferma di aver preso di mira Israele e tre basi statunitensi in Iraq e Kuwait. “
03:44 Attacchi di droni su Kuwait, Emirati e Arabia Saudita
Kuwait, Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita riferiscono di aver intercettato diversi attacchi lanciati dall’Iran durante la notte, all’inizio della sedicesima giornata di conflitto in Medio Oriente.
02:53 Droni intercettati in Giordania e Arabia Saudita
L’Arabia Saudita ha intercettato 3 droni. Il ministero della Difesa saudita ha dichiarato che tre droni sono stati intercettati e distrutti nella regione orientale del Paese. Intercettazioni missilistiche sono avvenute anche in Giordania. Al Jazeera Arabic riferisce che sono state udite delle esplosioni nella citta’ giordana di Irbid in seguito all’intercettazione di missili
02:16 Starmer valuta invio droni intercettori
Il primo ministro inglese Keir Starmer potrebbe inviare migliaia di droni intercettori in Medio Oriente. Lo riporta il Telegraph, secondo il quale funzionari militari stanno valutando l’utilizzo di intercettori sviluppati in Ucraina per contrastare gli Shahed iraniani
00:21 Bahrein: forti esplosioni a Manama
Forti esplosioni sono state udite a Manama, capitale del Bahrein, nel Golfo Persico. Il Bahrein ha riferito di aver intercettato finora 125 missili e 203 droni dall’inizio degli attacchi iraniani, che hanno causato la morte di due persone nel paese e altre 24 nei vicini paesi del Golfo.

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