Carne equina, Sen. Nocco: «No a divieti ideologici che colpiscono la Puglia»

Iniziato alla Camera l’iter per il bando su allevamento e consumo. La Senatrice di Fratelli d’Italia: «Difenderemo una filiera legale e le nostre tradizioni contro la propaganda»

di Redazione

ROMA (EN24)  – Si accende il dibattito parlamentare sul futuro della filiera equina in Italia. Con l’avvio alla Camera dell’iter per le proposte di legge che mirano a vietare l’allevamento, la macellazione e il consumo di carne equina — equiparando cavalli e asini ad “animali d’affezione” — arriva la netta presa di posizione della Senatrice Maria Vita Nocco (FdI).

Un attacco all’economia e all’identità pugliese

Secondo la Senatrice, il provvedimento rappresenterebbe un colpo durissimo per la Puglia, regione dove la cultura e l’economia legate alla carne equina affondano le radici in secoli di storia.

«Non si possono riscrivere per legge abitudini, lavoro e identità radicate nelle nostre comunità», ha dichiarato Nocco. «In Puglia, questo significherebbe colpire una filiera reale e regolamentata: parliamo di allevatori, macellai, trasportatori e imprese che operano quotidianamente nel pieno rispetto delle norme vigenti».

Il rischio del “paradosso produttivo”

Oltre al danno identitario, la Senatrice solleva una questione di pragmatismo economico. Un eventuale divieto in Italia non cancellerebbe la domanda dei consumatori, ma provocherebbe un effetto distorsivo sul mercato:

  • Delocalizzazione: La produzione si sposterebbe interamente all’estero.

  • Importazioni: Aumenterebbe il flusso di carne da paesi terzi.

  • Danno alle imprese: Le aziende italiane perderebbero competitività senza un reale beneficio per il benessere animale.

Benessere animale: controlli, non propaganda

La posizione espressa dalla Senatrice Nocco distingue nettamente tra la tutela degli animali e i bandi ideologici. «Il benessere animale si tutela con controlli seri e standard rigorosi, non con bandierine ideologiche», ha sottolineato, ribadendo che in uno Stato liberale non è accettabile proibire attività legali e certificate per fini di propaganda.

Il messaggio finale è un impegno diretto verso il territorio pugliese: la promessa di un’opposizione ferma nelle sedi istituzionali per evitare che il settore venga smantellato. «In Parlamento ci opporremo con determinazione. Difenderemo lavoro, imprese e tradizioni della nostra Puglia».

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