Disperso nel crollo del ponte sul Trigno, anche i sub impegnati nelle ricerche di Domenico Racanati

Il 53enne di Bisceglie risulta disperso dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno, lungo la statale 16 Adriatica, in Molise

di Giuseppe Di Bisceglie

Il dispositivo di ricerca si estende ormai dalla terra al mare, coinvolgendo anche i nuclei subacquei specializzati, nel tentativo di trovare Domenico Racanati, il 53enne di Bisceglie disperso dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno, lungo la statale 16 Adriatica, in Molise. Le operazioni proseguono senza sosta, mentre cresce l’impiego di mezzi e tecnologie in un’area resa particolarmente complessa dalle condizioni ambientali.
A coordinare gli interventi in mare è la Guardia costiera, che ha messo in campo un articolato sistema di pattugliamento con quattro unità navali: due motovedette e due battelli pneumatici veloci, questi ultimi particolarmente adatti a operare nei bassi fondali. L’area di ricerca si concentra soprattutto nei tratti costieri prossimi alla foce del Trigno, dove si teme che la corrente possa aver trascinato il disperso.

Accanto alle unità navali continuano a operare anche i vigili del fuoco, con i nuclei specializzati, e la Capitaneria di Porto di Termoli. Ma è dal pomeriggio di ieri che il dispositivo si è ulteriormente rafforzato con l’arrivo del 1° Nucleo operatori subacquei della Guardia costiera, giunto da San Benedetto del Tronto su richiesta della Direzione marittima di Pescara.
I sommozzatori stanno concentrando le ricerche lungo un tratto ampio e articolato: dalla foce del Trigno verso sud, fino all’altezza dell’idrovora di Montenero di Bisaccia, e verso nord fino al porto turistico Marina Sveva. Un perimetro che tiene conto delle correnti e delle possibili traiettorie del corpo, in un contesto in cui il fiume e il mare si mescolano rendendo le acque particolarmente torbide.
Proprio la scarsa visibilità rappresenta uno degli ostacoli principali alle operazioni. La corrente superficiale del fiume, infatti, continua a riversare sedimenti in mare, complicando l’attività dei sub. Per questo motivo, alle immersioni si affianca l’impiego di tecnologie avanzate: tra queste, un sistema Side Scan Sonar, un ecoscandaglio di ultima generazione capace di scandagliare il fondale attraverso onde acustiche e individuare eventuali oggetti con elevata precisione.
Le ricerche proseguono dunque su più fronti, in un’azione coordinata che unisce uomini e mezzi di diverse forze operative. Il tempo trascorso dal crollo del ponte rende ogni ora decisiva.

 

fonte: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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