Fratelli d’Italia smentisce il nesso tra ritardi, pandemia e guerra: «I lavori dovevano partire prima». Denunciate forti incongruenze sulle perizie strutturali.
di Redazione
FAGGIANO (TA) – Il Coordinamento Cittadino di Fratelli d’Italia interviene sulla gestione del plesso scolastico “Granata”, mettendo in discussione le motivazioni addotte dall’amministrazione comunale per giustificare lo stallo dei lavori. Secondo la nota dell’opposizione, è inaccettabile attribuire la perdita dei fondi alla pandemia o al conflitto in Ucraina, poiché al momento dell’avvio previsto del cantiere nessuno di questi eventi era ancora iniziato.
Incoerenze tecniche e valutazioni strutturali
Il punto centrale della critica riguarda il drastico mutamento delle perizie tecniche nel tempo. Fratelli d’Italia evidenzia come si sia passati da documenti ufficiali che descrivevano una situazione strutturale “grave e pericolosa” a valutazioni successivamente ridimensionate, che limitavano l’intervento a una semplice ristrutturazione. Questa evidente incoerenza solleva seri dubbi sulla validazione di tali atti e sulla reale pianificazione dell’opera.
Fondi persi e danno economico
I dati riportati nel comunicato delineano un quadro di risorse pubbliche sprecate: 1) Fondi regionali non spesi: Risultano persi 605.815,13 euro finanziati dalla Regione Puglia, risorse che non avrebbero gravato sul bilancio comunale. 2) Somme da restituire: Il Comune è chiamato a restituire 168.890,85 euro a causa del mancato completamento dell’opera. 3) Cantiere incompiuto: Dopo anni, l’edificio resta un cantiere “sventrato” a cielo aperto.
Disagi per la comunità scolastica
Oltre al danno economico, l’opposizione denuncia le precarie condizioni in cui sono costretti a operare alunni e docenti. Per mesi, l’accumulo di detriti pericolosi a ridosso delle aule ha impedito il corretto ricambio d’aria, costringendo i bambini della scuola dell’infanzia a restare in classe con le finestre chiuse e senza poter usufruire della palestra o degli spazi esterni. Nonostante l’annuncio di un trasferimento al nuovo plesso previsto per il 7 gennaio, la scadenza è stata ulteriormente posticipata a settembre, prolungando una situazione di incertezza che dura ormai dal 2015.

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