Furti, violenze, spaccio. Otto stranieri su dieci fatti uscire dai Cpr tornano a delinquere

Il tentativo di fuga di un detenuto dal CPR di via Corelli a Milano (ANSA/Andrea Fasani)

Mentre i giudici bocciano i trattenimenti, l’80% degli stranieri pericolosi torna a colpire. Il dossier dell’Anticrimine che inchioda il sistema: 25 mila espulsi restano in Italia ogni anno.

di Redazione

(EN24) –

C’è un’Italia dove la burocrazia vince sulla sicurezza e dove un timbro mancato vale più dell’incolumità pubblica. È l’Italia fotografata dall’ultimo dossier dell’Anticrimine, un documento che mette a nudo il fallimento dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). I numeri non sono solo statistiche: sono l’annuncio di nuovi reati.

La statistica della recidiva

I dati sono spietati. Otto stranieri su dieci, tra quelli rilasciati dai CPR perché l’autorità giudiziaria non ne ha convalidato il trattenimento, tornano a delinquere entro pochi mesi. Tra il 1° e il 31 gennaio 2025, sono stati 60 i soggetti “liberati” dai dieci centri italiani: l’80% di loro è stato nuovamente arrestato o denunciato entro l’anno per:

  • Violenze e aggressioni (spesso con armi o coltelli);

  • Rapine in stazioni e aree commerciali;

  • Spaccio di droga a mano armata.

Il dato chiave: La mancata convalida del trattenimento non cancella la pericolosità sociale; la sposta semplicemente dai centri alle nostre strade.

Far West nelle città: i casi limite

Il dossier elenca storie che sembrano tratte da un bollettino di guerra, non da un fascicolo amministrativo:

  1. L’inarrestabile di Bolzano: Un cittadino marocchino, appena uscito dal CPR, ruba l’auto a un poliziotto, svaligia una farmacia e aggredisce un capotreno a Trento che tentava di difendere una coppia di anziani.

  2. Il “padrone” del supermercato: Nel Padovano, un tunisino rilasciato dal centro ha rivendicato la sua piazza di spaccio sparando colpi d’arma da fuoco davanti a un supermercato, dopo aver minacciato di morte i vigilantes di un locale.

  3. L’occupante violento: A Roma, un cubano con precedenti per droga ha occupato abusivamente un appartamento, perseguitando i condomini fino all’ennesimo arresto per furto d’auto.

Un sistema che gira a vuoto

Il vero problema è a monte: la macchina dei rimpatri è inceppata. Nel 2023, a fronte di oltre 28.000 decreti di espulsione, solo il 10% (poco meno di 3.000 persone) è stato effettivamente allontanato tramite i CPR.

Il risultato? Oltre 25.000 clandestini nel solo ultimo anno sono tornati in libertà sul territorio nazionale nonostante un ordine di espulsione pendente. Tra il 2014 e il 2023, la “porta girevole” dei CPR ha visto passare 50.000 persone che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono tornate esattamente al punto di partenza: l’irregolarità e il crimine.

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