Groenlandia, l’Europa risponde a Trump: «Appartiene al suo popolo, la sicurezza artica è priorità NATO»

Il presidente Donald Trump e la premier danese Mette Frederiksen si riuniscono per una foto prima di una sessione plenaria del vertice dei capi di Stato e di governo della NATO all’Aia, il 25 giugno 2025.. (Photo by Christian Hartmann / POOL / AFP)

Dichiarazione congiunta dei leader europei contro le ipotesi di annessione o associazione forzata da parte degli USA. Intanto a Parigi si discute il futuro dell’Ucraina con gli emissari di Washington.

di Redazione

(EN24 )- L’Europa alza la voce sulla questione artica e traccia una linea rossa invalicabile davanti alle ambizioni di Donald Trump. In una dichiarazione congiunta senza precedenti, i leader di Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Regno Unito e Danimarca hanno ribadito con fermezza che la Groenlandia appartiene al suo popolo e che ogni decisione sul suo futuro spetta esclusivamente a Nuuk e Copenaghen.

Il fronte unito dei leader europei

Il documento, firmato da Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Giorgia Meloni, Donald Tusk, Pedro Sánchez, Keir Starmer e Mette Frederiksen, nasce come risposta diretta alle indiscrezioni su un piano dell’amministrazione USA per un “accordo di associazione” che escluderebbe la Danimarca, permettendo a Washington di schierare truppe e infrastrutture militari in modo autonomo. «Dobbiamo rispettare i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità delle frontiere», si legge nel testo.

I leader hanno sottolineato che la sicurezza dell’Artico è una priorità fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica. Pur riconoscendo gli Stati Uniti come un partner essenziale attraverso i trattati di difesa esistenti, l’Europa chiarisce che la regione non può essere oggetto di mire unilaterali: la difesa dell’area deve rimanere collettiva e sotto l’ombrello della NATO.

L’indiscrezione: il piano di Washington

Secondo quanto riportato dall’Economist, l’amministrazione Trump starebbe valutando un’alternativa all’annessione formale: un accordo di associazione politica e militare. L’obiettivo sarebbe quello di trasformare l’isola in un avamposto strategico per contrastare le influenze russe e cinesi nel Grande Nord, bypassando però il controllo sovrano della Danimarca. Una mossa che i “Grandi” d’Europa hanno rispedito al mittente, definendo la sovranità danese e groenlandese “inviolabile”.

Il vertice di Parigi: Ucraina e garanzie di sicurezza

Mentre la tensione sull’Artico sale, Parigi diventa oggi il centro della diplomazia mondiale. In una capitale imbiancata dalla neve, il presidente Macron accoglie l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky e gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner.

L’obiettivo del vertice, a cui partecipano 35 Paesi e i vertici di NATO e UE, è duplice:

  1. Garantire la convergenza tra Europa e Stati Uniti sul sostegno a Kiev, evitando il disimpegno americano.

  2. Definire la “forza multinazionale” che dovrebbe monitorare il territorio ucraino nel caso di una futura tregua con la Russia.

L’incontro è considerato dall’Eliseo il coronamento di un anno di sforzi diplomatici per mantenere saldo l’asse transatlantico. La giornata si concluderà con una conferenza stampa congiunta di Macron, Zelensky, Starmer e Merz, che sancirà la posizione europea sia sul fronte orientale che su quello artico.

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