Alla Parrocchia dei Santi Medici si rinnova il rito dell’accoglienza: un intreccio tra sapienza antica, arte sartoriale e il carisma del Cammino Neocatecumenale.
di Salvatore Stano
SAVA (EN24) – Esistono istanti in cui la cronaca si fonde con l’eterno e il tempo ordinario della comunità cede il passo a una dimensione di puro stupore. Nella cornice della parrocchia dei Santi Medici, cuore pulsante della cittadina ionica, si è celebrato nei giorni scorsi un rito che va ben oltre la semplice rievocazione storica: l’arrivo dei Re Magi. Sotto lo sguardo attento del parroco Don Roberto Lonoce, l’evento si è confermato uno strumento privilegiato di trasmissione della fede, capace di trasformare il dato teologico in un’esperienza sensoriale e spirituale pronta a scolpirsi nel cuore dei presenti.

A catturare immediatamente lo sguardo è stata l’impeccabile cura formale dei protagonisti. I Magi hanno solcato l’ingresso – con passo regale – indossando costumi che sono autentici capolavori di sartoria artigianale. Ogni tessuto, ogni ricamo e ogni dettaglio dell’oggettistica non rispondeva a una mera esigenza estetica, ma a una vera e propria “via della bellezza” (via pulchritudinis). Questa ricerca della perfezione visiva intende onorare la regalità del Bambino di Betlemme, traducendo in maestria manuale la devozione di una comunità che si pone al servizio del Mistero.
L’iniziativa, profondamente radicata nel carisma delle Comunità del Cammino Neocatecumenale, ha brillato per lo spessore antropologico e didattico. Sotto la guida del catechista Mimmo Rossetti, nel ruolo di didascalo, i bambini sono stati condotti per mano alla comprensione dell’Epifania, preparando il terreno al momento culminante: l’ingresso dei sapienti d’Oriente sulle note del celebre canto “I bambini di Betlemme“. Un canto questo – noto al grande pubblico per la diffusione attraverso Radio Maria – che risalta la narrazione di straordinaria suggestione che fanno i Magi del loro viaggio dai remoti confini del mondo (il paese dei profumi, dei metalli preziosi e dell’oscurità), spinti dall’inquietudine benedetta di chi ha scorto la Stella e non può più dormire finché non avrà trovato il Re dei Re.
L’atmosfera è stata ulteriormente impreziosita da un repertorio musicale festoso e coinvolgente: le voci dei piccoli hanno dato vita ai ritmi di “Ciribì, Ciribò“, “Vengono i Re Magi dall’Oriente“, all’invito solenne di “Andiamo già pastori“, e all’esultanza di “Allegria, oggi è nato il Salvator“. Questa cornice sonora ha accompagnato la riflessione guidata da Don Roberto il quale, dopo aver proclamato il Vangelo di Matteo (Mt 2,1-12), ha dialogato con l’assemblea interrogando i bambini sul significato della stella, dei doni e della vera adorazione.

Il parroco Don Roberto dialoga con i bambini alla presenza dei Magi
Il culmine dell’evento ha visto l’incontro fisico e simbolico tra i sapienti d’Oriente – Gaspare, Melchiorre e Baldassarre – e i fanciulli in un clima di vibrante commozione. Il rito della consegna delle letterine per “Gesù Bambino” si è trasformato in un profondo gesto di affidamento: ogni missiva, densa dei desideri e delle speranze dei piccoli, è stata idealmente consegnata a Gesù attraverso le mani dei suoi primi adoratori. Questo scambio si è arricchito di un momento di catechesi partecipata, in cui l’innocente curiosità dell’infanzia ha incontrato la saggezza dei cercatori di Dio, cercando risposte sul senso di un viaggio guidato dalla speranza.
Infine, il tradizionale dono della dolcezza, con la distribuzione delle caramelle, ha suggellato la serata di festa, rendendo tangibile quella gioia evangelica che nasce dalla condivisione. L’evento ai Santi Medici di Sava si conferma così una preziosa eredità spirituale per la comunità parrocchiale: un crocevia di fede e meraviglia dove l’oro, l’incenso e la mirra si trasformano nel sorriso di centinaia di bambini, pronti a diventare, a loro volta, testimoni della Stella, Luce delle Genti, che non tramonta.

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