Il Papa alle Misericordie: a servizio degli altri con semplicità, estranei a logiche di potere

In udienza dal Pontefice, oggi, 14 febbraio, oltre duecento rappresentanti della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, la cui storia “affonda le sue radici nell’età medievale” e incarna tre dimensioni importanti della vita laicale cristiana: la spiritualità, la carità e l’attenzione ai bisogni dell’oggi”. Un’autentica vita di fede non può ridursi a uno spiritualismo disincarnato, ma sfocia necessariamente nella sensibilità ai bisogni degli altri.

Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Presenti quando ci sono “situazioni di emergenza, nei territori di guerra” e nella quotidianità con “mille servizi nascosti di solidarietà”, “impegnate” a camminare al fianco degli altri, riconoscendoli “fratelli” e “sorelle”, “ciascuno con la sua dignità e la sua storia”. Sono le Misericordie, esperienze di volontariato che sin dal Medioevo soccorrono chi si trova nel bisogno e nella sofferenza, con ogni forma di aiuto possibile, sia materiale che morale. Leone XIV lo ricorda all’udienza con i membri della Confederazione italiana, svoltasi questa mattina, 14 febbraio, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. Presenti oltre 200 rappresentanti, provenienti da tutta Italia, insieme alle delegazioni internazionali delle Misericordie di Ivano-Frankivs’k (Ucraina), Elbasan (Albania), Varsavia (Polonia) e Betlemme (Terra Santa), e fra gli altri anche monsignor Franco Agostinelli, correttore generale, e Domenico Giani, presidente nazionale della Confederazione.

LEGGI QUI IL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV

Crescere nello spirito

Nel suo discorso il Papa si sofferma sugli inizi della realtà associativa delle Misericordie, quindi indirizza loro un forte incoraggiamento:

Mirate a crescere nello spirito e a servire con gioia e semplicità, estranei ad ogni logica di potere, votati alla lode di Dio e al bene di quanti il Signore pone sul vostro cammino.

Nate “nella Firenze del XIII secolo, in un clima di guerre e di lotte intestine” nelle “comunità civili ed ecclesiali”, per impulso di San Pietro Martire e Piero di Luca Borsi che spinsero alcuni fedeli laici ad “intraprendere un cammino diverso, di devozione e di servizio”, le Misericordie si sono, poi diffuse “rapidamente” “nella Penisola prima e poi anche in altri Paesi”, “in Portogallo e di là nelle Americhe”, rammenta il Pontefice.

La spiritualità

Una storia che oggi coinvolge oltre 670mila soci e 100mila volontari attivi nelle circa 700 sedi italiane, quella delle Misericordie, e che “incarna tre dimensioni importanti della vita laicale cristiana: la spiritualità, la carità e l’attenzione ai bisogni di oggi”, aggiunge il Pontefice, che riguardo al primo aspetto esorta “la formazione cristiana degli associati, attraverso la preghiera, la catechesi, la fedeltà ai sacramenti – specialmente alla Messa domenicale e alla confessione –, la coerenza morale delle scelte e degli stili di vita, secondo i valori del Vangelo e della tradizione associativa”. Significative, per Leone, nelle Misericordie, le figure dei “Custodi di Misericordia, laici che animano i laici” e dei “correttori”, ossia gli “assistenti spirituali, visti non come guide esterne alla comunità, ma come ‘con-rettori’, aiutanti, facilitatori e compagni di viaggio, il cui ministero è esercitato e accolto in un clima di corresponsabilità, di appartenenza affettiva, di comunione” nel “comune sforzo di crescita nella perfezione cristiana”.

La carità

Circa la dimensione della carità, il Papa elenca alcune iniziative delle Misericordie, “le Case del Noi, gli Empori solidali, i Banchi alimentari, l’assistenza domiciliare, i servizi di ascolto e accompagnamento” attraverso le quali vengono stabilite “con le persone relazioni di fiducia e percorsi di reintegrazione sociale”.

La vostra storia testimonia che un’autentica vita di fede non può ridursi a uno spiritualismo disincarnato, ma sfocia necessariamente nella sensibilità ai bisogni degli altri e nel servizio generoso, senza risparmio.

L’attenzione ai bisogni di oggi

Riguardo, poi all’“attenzione ai bisogni dell’oggi”, sono “una solida base spirituale e comunitaria” e lo “zelo per il bene del prossimo” a nutrirla, osserva il Pontefice.

Le Misericordie sono da secoli testimoni di capacità di adattamento e di aggiornamento, mostrando che fare “insieme” e fare “per amore” aiuta anche ad agire in modo libero e creativo. Ne sono segno le tante e diversificate attività da voi abbracciate in centinaia di anni, a seconda dei bisogni del prossimo.

Foto di gruppo al termine dell'udienza

Foto di gruppo al termine dell’udienza (@Vatican Media)

Tra le varie iniziative, quelle dei “fratres, nati in tempi recenti per promuovere la cultura del dono attraverso la donazione del sangue, degli organi e dei tessuti”, e la “‘Piccola misericordia’, in cui si impara a vivere la carità subito, da bambini”.

Messaggeri di speranza, carità e pace

Terminando il suo discorso, il Papa esorta le Misericordie a continuare nel loro “impegno, come comunità nella quale si vive intensamente la fede e si pratica la carità”. “Siate sempre messaggeri di speranza, di carità e di pace”, conclude, facendo notare che a simboleggiare tutto ciò è l’Icona Giubilare delle Misericordie che ha iniziato una peregrinatio il 6 gennaio dello scorso anno, per favorire una maggior consapevolezza sull’identità e sulla storia della Misericordia, e consegnata ora all’Ucraina.

Al termine dell’udienza, presso l’Arco delle Campane, si è svolta la benedizione di un’ambulanza e un ambulatorio mobile, che saranno inviati nel Paese dell’Europa dell’Est e in Terra Santa. L’ambulanza sarà destinata alla comunità di Ivano-Frankivs’k, mentre l’ambulatorio mobile opererà a Betlemme e nella Striscia di Gaza, quale segno concreto di prossimità e sostegno sanitario in territori segnati da profonde difficoltà e tensioni.

La benedizione di un'ambulanza e un ambulatorio mobile

La benedizione di un’ambulanza e un ambulatorio mobile (@Vatican Media)

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