Le parole dure della gip di Lecce Maria Francesca Mariano minacciata dalle cosche: «Ognuno deve poter scegliere senza essere guardato con sospetto o trattato come portatore di un’etica inferiore»
di Nicolò Delvecchio
Un clima di aggressività e di violenza nei toni, all’interno della magistratura, associato alla «criminalità organizzata». Al punto che chi, tra i magistrati, si schiera apertamente per il «Sì» al referendum del 22 e 23 marzo «rischia di essere emarginato e mobbizzato, finanche di non essere salutato» dai colleghi.
Le parole, dure, sono quelle che la gip di Lecce Maria Francesca Mariano, da anni sotto scorta per le minacce e le intimidazioni subite dalla criminalità organizzata, ha rilasciato il 20 marzo in un’intervista al Nuovo Quotidiano di Puglia.
Mariano, insieme al Procuratore di Lecce Giuseppe Capoccia, è tra i pochi magistrati ad essersi dichiarata apertamente in favore della riforma che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pm e il sorteggio come criterio di scelta dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura.
«Ognuno deve poter scegliere senza essere guardato con sospetto o trattato come portatore di un’etica inferiore», ha aggiunto Mariano, definendo «offensiva» l’idea che «chi vota no difende la Costituzione, chi vota sì la vuole distruggere».
Mariano vive sotto scorta dal 2023. Nel luglio di quell’anno, infatti, firmò come gip un’ordinanza nei confronti di 22 persone ritenute affiliate a un clan della Sacra corona unita. Da allora, insieme alla pm della Dda Carmen Ruggiero, è stata destinataria di minacce esplicite e varie intimidazioni. In un’occasione le fu recapitata una testa di capretto insanguinata e infilzata con un coltello, insieme a un biglietto con scritto «Così». A fine febbraio, invece, in un deposito di pertinenza della sua casa di famiglia a Galatina fu trovato un ordigno artigianale con una miccia. Un’altra volta, invece, in un’aula in cui la giudice avrebbe dovuto tenere udienza come gup fu trovata una sua foto, presa da un articolo di giornale, su cui erano disegnate bare e croci.
fonte: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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