La Lega si compatta a Rivisondoli: “Siamo una e indivisibile”. Salvini blinda il partito e guarda all’Europa

Il Segretario chiude la kermesse abruzzese con un monito ai dissidenti, il rilancio del tesseramento e l’annuncio di una grande mobilitazione a Milano per il 18 aprile.

DI REDAZIONE

RIVISONDOLI – Non è una caserma, ma una famiglia; non è un insieme di solisti, ma una “truppa” coesa che trae la sua forza dal popolo. Matteo Salvini chiude la tre giorni di ‘Idee in movimento’ a Rivisondoli con un intervento di oltre un’ora, volto a ribadire la centralità del progetto leghista e a silenziare le voci di frammentazione interna. Il messaggio è netto, quasi un dogma politico preso in prestito dalle parole di Luca Zaia: la Lega è “una e indivisibile”.

Il monito ai “fuoriusciti” e il nodo Vannacci

Il passaggio più duro del discorso di Salvini riguarda la fedeltà al movimento. “Chi esce da qui finisce nel nulla”, ha avvertito il Segretario, definendo “sciocco” chi decide di intraprendere percorsi alternativi. Sebbene in un primo momento le parole fossero sembrate un messaggio indiretto al generale Roberto Vannacci, Salvini ha prontamente chiarito che il riferimento era ai deputati recentemente approdati in Forza Italia. Su Vannacci, il leader leghista ha mantenuto il riserbo, limitandosi a un “lo vedo la prossima settimana”, segnale di un dialogo che resta aperto ma che deve sottostare alle gerarchie del partito.

Giustizia e Sicurezza: le priorità dell’agenda

Il Segretario federale ha poi tracciato le linee programmatiche per i prossimi mesi. Sul fronte della giustizia, il traguardo resta la responsabilità civile dei magistrati: “Se sbagliano, devono pagare come tutti”. In tema di sicurezza, Salvini ha incassato l’annuncio del ministro Piantedosi sul nuovo pacchetto di misure in arrivo a febbraio, chiedendo però “mani ancora più libere” per le forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni.

L’attenzione si sposta ora sulla campagna di tesseramento che partirà il primo febbraio, con l’ambizioso obiettivo di superare la crescita del 34% registrata lo scorso anno. Un test fondamentale che farà da preludio alla battaglia referendaria, su cui Salvini ha lanciato un monito agli astenuti: “Chi resta a casa avrà la responsabilità di un Paese immobile”.

Verso il 18 aprile: Milano capitale dei “Patrioti”

Lo sguardo di Salvini è già rivolto alle grandi scadenze internazionali. Il 18 aprile la Lega chiamerà a raccolta i “patrioti d’Europa” in Piazza Duomo a Milano. Una manifestazione che il leader definisce “non contro, ma per”: una mobilitazione in difesa dei valori occidentali che segnerà l’inizio di una lunga marcia verso le politiche del 2027.

Infine, una stoccata alla stampa e alle critiche sui suoi incontri internazionali. Rivendicando la libertà di confronto e la battaglia contro la “legge bavaglio” europea, Salvini ha riaffermato la sua autonomia politica: “Potrò incontrare chi ho voglia se si tratta di fare battaglie comuni?”.

La Lega di Rivisondoli esce dunque con un’immagine di compattezza ritrovata, pronta a trasformare il “gioco di squadra” in consenso elettorale, con l’obiettivo dichiarato di portare nuove energie a Roma e blindare una leadership che, nonostante i pronostici dei giornali, si dichiara più solida che mai.

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