Notte di fiamme a Taranto: Undici auto distrutte, indagini in corso. L’appello di Lazzàro: “Sicurezza e legalità non si improvvisano”

L’incendio doloso nel centro cittadino riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana e il consigliere di Fratelli d’Italia chiede un “Piano per la sicurezza urbana e la legalità partecipata”.

TARANTO (EN24) – Una notte di terrore ha sconvolto Taranto, dove un vasto incendio ha distrutto undici auto e danneggiato un distributore automatico di bevande. Le fiamme, divampate intorno alle 3 del mattino in diverse zone centrali della città, hanno seminato il panico tra i residenti, svegliati di soprassalto. Mentre le indagini della Polizia di Stato sono in corso per accertare la natura dolosa dell’evento, l’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana.

L’incendio ha interessato via Catanzaro, via Millo, via Capatagliata e via Mignogna, riducendo in cenere veicoli e causando ingenti danni. Sul posto sono intervenuti prontamente i Vigili del Fuoco per domare i roghi e mettere in sicurezza l’area, supportati dalle forze dell’ordine che hanno avviato i primi accertamenti per individuare i responsabili di quello che appare essere un atto vandalico o doloso.

Di fronte all’ennesimo episodio di violenza e degrado, Luca Lazzàro, ex candidato sindaco e ora consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Taranto, ha espresso la sua profonda preoccupazione, sottolineando l’urgenza di un intervento concreto e strutturale.

“Sicurezza e legalità non si improvvisano”, ha dichiarato con fermezza Lazzàro. “Dopo l’ennesima notte di paura, con auto incendiate e interi quartieri lasciati nell’angoscia, non possiamo più girarci dall’altra parte.” Il consigliere ha evidenziato come Taranto abbia “pezzi di città che vanno presidiati, ascoltati e coinvolti”, non solo per prevenire la criminalità, ma per innescare un autentico “percorso di cambiamento sociale e culturale”.

Lazzàro ha poi allargato la visione della sicurezza, definendola non solo una questione di ordine pubblico, ma anche “una sfida educativa, civica, comunitaria”. Ha quindi sollecitato il Comune a fare la sua parte “con coraggio”, proponendo misure concrete: “Serve più illuminazione, più sorveglianza intelligente, più presenza della Polizia Locale.”

Ma l’appello di Lazzàro va oltre le mere misure repressive, puntando sulla rigenerazione sociale: “Ma serve anche più comunità nei quartieri: scuole, associazioni, parrocchie, sport, cultura. Serve una rete civica che unisca cittadini e istituzioni per ricostruire fiducia e appartenenza.”

Per tradurre queste parole in azioni, il consigliere ha annunciato che porterà in Consiglio Comunale “una proposta concreta: un Piano per la sicurezza urbana e la legalità partecipata, che metta al centro il presidio del territorio e la rigenerazione delle periferie.”

Concludendo il suo intervento, Lazzàro ha ribadito la necessità per Taranto di non limitarsi a difendersi, ma di “tornare a riconoscersi”. Ha chiosato con un messaggio potente: “La sicurezza è una responsabilità condivisa. E la legalità è un fatto culturale, non solo repressivo. Iniziamo insieme questo percorso. Senza slogan. Senza paura.”

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