Prima la tosse insistente, poi il malore a scuola: così è morto a 11 anni Ibra, il figlio del cantante Khadim

La tragedia si è consumata dopo che l’istituto Galateo di Lecce ha chiamato i genitori per riportarlo a casa: qui l’arrivo del 118 e il trasporto al Fazzi, dove è morto poco dopo. La sua salma sarà portata in Senegal, il paese del padre, noto per aver collaborato anche con i Sud Sound System

di Antonio Della Rocca

La tragedia si è consumata dopo che l’istituto Galateo di Lecce ha chiamato i genitori per riportarlo a casa: qui l’arrivo del 118 e il trasporto al Fazzi, dove è morto poco dopo. La sua salma sarà portata in Senegal, il paese del padre, noto per aver collaborato anche con i Sud Sound System

Ibra, il figlio undicenne di Diene Cheik Amadou Bamba, detto Khadim, cantante del gruppo Ghetto Eden che ha al suo attivo collaborazioni anche con la band salentina Sud Sound System, è morto nella mattina del 2 marzo, dopo essersi sentito male mentre era in una classe dell’Istituto Galateo, la scuola secondaria di primo grado che il ragazzino pare frequentasse con profitto. Secondo quanto ricostruito con la collaborazione dei presenti, Ibra avrebbe iniziato a tossire attirando l’attenzione del docente.

Poi l’intervento della famiglia che ha prelevato l’undicenne da scuola portandolo a casa, dove le sue condizioni di salute si sarebbero improvvisamente aggravate richiedendo urgenti cure mediche da parte dei sanitari del 118. A quanto pare, il cuore del giovane studente batteva ancora, quando sono giunti i soccorsi, ma la situazione sarebbe parsa subito assai compromessa. Ai medici dell’ospedale lo stesso genitore ha riferito che, da qualche giorno, Ibra aveva una tosse insistente.

La notizia del decesso di Ibra ha scosso profondamente alunni e professori dell’istituto scolastico leccese. La salma è stata condotta nella camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce e messa a disposizione del sostituto procuratore di turno in attesa di una eventuale autopsia.

Il padre dello studente, Diene Cheik Amadou Bamba, quando era ancora minorenne, fu affidato dal Tribunale alla famiglia di Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei diritti, che lo ha tenuto con sé per un certo periodo di tempo. Il corpo del piccolo Ibra, dopo gli accertamenti del caso, dovrà essere trasportato in Senegal, paese d’origine della sua famiglia. Pertanto, Giovanni D’Agata, ha già avviato una raccolta fondi per consentire di affrontare le ingenti spese di trasferimento della salma. Professori e studenti sono stati esortati a partecipare all’iniziativa che dovrebbe essere sostenuta anche da chi, al di fuori dell’ambito scolastico, si dimostrerà sensibile all’invocazione del presidente dello Sportello dei diritti.

Quanto alla ricostruzione degli ultimi attimi di vita del ragazzo, secondo quanto è stato possibile ricostruire, i suoi familiari avrebbero sentito un tonfo provocato probabilmente dalla caduta di Ibra accasciatosi sul pavimento del bagno. Poi la chiamata al 118 e il disperato, ma vano tentativo dei sanitari di tenere in vita l’adolescente, il cui battito cardiaco sarebbe andato rapidamente affievolendosi rendendo vano ogni tentativo di salvare la giovane vita. I medici del Pronto soccorso, cui è stato affidato Ibra non hanno potuto far altro che constatare l’arresto cardiaco.

Nel pomeriggio di ieri è giunto nella camera mortuaria anche l’avvocato di Diene Cheik Amadou Bamba, Francesco D’Agata, per seguire l’evolversi della situazione, all’inizio resa ancora più incerta dal dubbio che potesse o meno essere disposta l’autopsia nel tentativo di chiarire la causa del decesso. Una morte che ha lasciato sgomenti un’intera comunità scolastica, famigliari e amici del giovene sfortunato Ibra.

I docenti del Galateo, nel pomeriggio di ieri impegnati in un corso di formazione, già da oggi potrebbero aderire all’iniziativa di Giovanni D’Agata, partecipando alla raccolta fondi che servirà per far riposare le spoglie di Ibra nella terra che ha dato i natali a suo padre, poi trasferitosi in Italia dove si è impegnato per mettere a frutto il suo talento nelle arti musicali, arrivando a collaborare con i Sud Sound System, celebri pionieri del raggamuffin e del dancehall style nel Salento e in Italia.

 

fonte: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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