Referendum sulla giustizia: non cambia la data. Mattarella firma il decreto

Quirinale - Il Capo dello Stato Sergio Mattarella
“La decisione della Cassazione di cambiare il quesito referendario conferma che la riforma della giustizia è una necessità. Basta dare uno sguardo ai giudici della Corte di Cassazione che hanno deciso la riformulazione del quesito. Tra questi, Alfredo Guardiano, che modererà un convegno sulle ragioni del No, e Donatella Ferranti, ex deputata Pd e presidente della commissione Giustizia fino al 2018″, dice il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami. “Serve altro – riprende – per rendersi conto che non si può più attendere per ridare terzietà alla magistratura, rendendola indipendente dalla politica e dalle correnti e attuando l’articolo 111 della Costituzione? Serve votare Sì al referendum”. “Una decisione ineccepibile sul piano giuridico”, dice all’Agi Enrico Costa (FI), vicepresidente della commissione Giustizia della Camera e uno dei promotori del referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia. “Il Consiglio dei ministri ha agito in modo corretto e lineare, recependo le indicazioni contenute nell’ordinanza della Corte di Cassazione sul quesito referendario, e confermando la data della consultazione già fissata per il 22 e 23 marzo”, dichiara Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia.

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