È accusato di abuso d’ufficio e su Mandelson sono in arrivo nuovi documenti
di Sabrina Bellosi
AGI – Neppure una settimana dopo il clamoroso arresto dell’ex principe Andrea, è finito in manette per il caso Epstein anche l’ex ministro Peter Mandelson. La polizia si è presentata a metà pomeriggio nella residenza di Mandelson nell’elegante quartiere di Camden, nel nord della capitale, e dopo una perquisizione lo ha accompagnato a Scotland Yard per l’interrogatorio. Niente manette, niente sirene. Le televisioni britanniche hanno mostrato due agenti in borghese che facevano salire l’arrestato su macchina anonima.
Le accuse a Peter Mandelson
Figura di spicco del Partito Laburista, prima che si dimettesse a inizio febbraio, architetto del New Labour insieme a Tony Blair, Mandelson è sospettato, sulla base degli ultimi file Epstein divulgati a fine gennaio, di aver trasmesso informazioni al finanziere americano che potrebbero aver influenzato i mercati, in particolare quando era ministro nel governo laburista di Gordon Brown dal 2008 al 2010. In pratica, di avere abusato del suo ufficio per trarne un guadagno personale.
I pagamenti ricevuti
Sempre i dossier dell’indagine sul finanziere pedofilo hanno rivelato che Mandelson avrebbe ricevuto pagamenti per un totale di 75.000 dollari dal finanziere americano nel 2003 e 2004, bonifici di cui ha detto di non avere “tracce o memoria”.
Documenti futuri
Il governo si è impegnato a pubblicare tutti i circa 100.000 documenti legati alla nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti e al suo licenziamento a settembre del 2025. I primi dovrebbero essere divulgati all’inizio di marzo.
La difesa di Mandelson
Dal canto suo, Mandelson non si è pubblicamente pronunciato sulle accuse ma ha discretamente respinto ogni addebito, assicurando di non avere commesso reati né di essere stato mosso da possibili guadagni personali, sottolinea la Bbc.

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