Il vertice a Palazzo Chigi accelera sul nuovo Decreto: tra le misure il divieto di vendita coltelli ai minori, il daspo per i manifestanti violenti e nuove tutele legali per le forze dell’ordine.
di Redazione
ROMA (EN24) – Di fronte a un clima sociale che l’esecutivo definisce “di guerra allo Stato”, il Governo Meloni rompe gli indugi. I recenti scontri di Torino hanno impresso un’accelerazione decisiva a un pacchetto di norme rimasto in bozza per settimane, trasformandolo in una risposta politica immediata. Il vertice odierno tra la Premier, i vicepremier Tajani e Salvini e i ministri chiave (Piantedosi, Crosetto, Nordio) segna l’avvio di un’operazione “travaso”: selezionare le misure più urgenti da inserire in un decreto legge, per garantire un’entrata in vigore quasi istantanea, lasciando il resto a un più lungo disegno di legge.

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La stretta sui “facinorosi”: fermi e prevenzione
Il cuore del provvedimento punta a disinnescare la violenza di piazza prima ancora che esploda. La misura più discussa riguarda il fermo preventivo di almeno 12 ore per soggetti con precedenti specifici, intercettati mentre si recano a manifestare in possesso di caschi o strumenti atti a offendere. Su questo punto la Lega spinge per estendere il blocco fino a 48 ore, una linea di massima fermezza che mira a isolare i profili ritenuti pericolosi.
A completare il quadro preventivo torna il “Daspo per le manifestazioni”: un divieto di accesso alle piazze per chi, negli ultimi cinque anni, abbia riportato denunce o condanne (anche non definitive) per reati contro la persona o il patrimonio. Un filtro che, nelle intenzioni del Viminale, dovrebbe separare il legittimo diritto al dissenso dalla presenza di professionisti dello scontro.
Lo “scudo penale” e le nuove tutele
Sul fronte della difesa delle istituzioni, il Governo lavora a un significativo ampliamento delle tutele per chi opera sul campo. Non si parla solo di forze di polizia, ma di una estensione dello “scudo penale” che potrebbe includere Forze Armate e Vigili del Fuoco. L’obiettivo è duplice:
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Protezione legale: Garantire la non iscrizione nel registro delle notizie di reato in presenza di cause di giustificazione.
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Supporto economico: Rafforzare il patrocinio legale per il personale impegnato in operazioni di ordine pubblico.
Parallelamente, il decreto interverrà sul piano della sicurezza urbana con il divieto assoluto di vendita di coltelli ai minori, una risposta diretta ai crescenti fatti di cronaca legati alla criminalità giovanile.
L’equilibrio costituzionale e le incognite
Nonostante la compattezza della maggioranza, il percorso non è privo di ostacoli. Resta il nodo della “cauzione” per gli organizzatori delle manifestazioni: un’idea di Matteo Salvini che però il Viminale guarda con scetticismo, temendo che possa favorire la nascita di proteste spontanee e non autorizzate, più difficili da gestire.
Sullo sfondo resta l’attenta vigilanza del Colle. Gli uffici del Quirinale, pur non essendo stati ancora investiti ufficialmente dei testi, hanno già lasciato trapelare in passato dubbi su norme che potrebbero impattare eccessivamente sul diritto costituzionale alla manifestazione e sui criteri di rimpatrio. La sfida di Palazzo Chigi sarà scrivere norme capaci di superare il vaglio di costituzionalità senza perdere quella forza d’urto che la Premier ritiene necessaria per evitare un’escalation di violenza in vista dei prossimi grandi appuntamenti internazionali.

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