A Bracciano “In alto le penne!”: quando la scrittura a mano diventa incontro, ascolto ed empatia

Al Liceo Ignazio Vian di Bracciano un progetto condiviso con l’Istituto Comprensivo San Francesco di Anguillara Sabazia ha trasformato lettere, emozioni e parole scritte in un’esperienza educativa di relazione autentica

di Redazione

(EN24) – Si è concluso nelle scorse settimane “In alto le penne!”, il progetto promosso dal Liceo Ignazio Vian di Bracciano in collaborazione con l’Istituto Comprensivo San Francesco di Anguillara Sabazia. L’iniziativa ha posto al centro il valore della scrittura a mano, della comunicazione autentica e dell’incontro tra studenti di età diverse, offrendo ai partecipanti un’esperienza capace di unire apprendimento, ascolto ed empatia.

Inserito nel PTOF dell’istituto e sostenuto dalla dirigente scolastica del Liceo Vian, prof.ssa Lucia Lolli, il progetto è stato ideato e coordinato dalla prof.ssa Daniela Dicuonzo, con la collaborazione delle professoresse Alessandra Milella, Silvia Corradini e Lucia Mura. Hanno preso parte alle attività le classi 2V, 5W, 3S e 2X del Liceo Ignazio Vian, insieme ad alcune classi seconde e terze dell’Istituto Comprensivo San Francesco.

Il cuore del percorso è stato una vera e propria corrispondenza epistolare tra gli studenti. Attraverso lettere scritte a mano, ragazze e ragazzi hanno condiviso emozioni, dubbi, aspettative e riflessioni legate alla crescita personale e scolastica. L’idea è nata dal desiderio di recuperare un gesto oggi sempre più raro: scrivere una lettera, prendendosi il tempo necessario per pensare, ascoltare e scegliere con cura le parole.

In un’epoca dominata dalla rapidità dei messaggi digitali e da una comunicazione spesso immediata e impulsiva, “In alto le penne!” ha invitato gli studenti a rallentare e a riscoprire il valore umano della scrittura manuale. La penna e il foglio sono così diventati strumenti di attenzione, riflessione e presenza, capaci di creare un contatto più profondo tra chi scrive e chi legge.

Ad arricchire il progetto è stato anche l’intervento di Paola Forte, grafologa e rieducatrice del gesto grafico, che ha proposto agli studenti una riflessione sull’importanza della scrittura a mano e sul significato delle parole tracciate con autenticità e consapevolezza. Il suo contributo ha rafforzato il messaggio centrale dell’iniziativa: scrivere non è soltanto trasmettere un’informazione, ma esprimere sé stessi e costruire una relazione.

Attraverso le lettere, gli studenti del liceo hanno raccontato ai ragazzi della scuola media le proprie esperienze, le paure affrontate nei primi anni del percorso scolastico, le difficoltà incontrate e i traguardi raggiunti. Hanno offerto consigli sinceri e incoraggiamenti, diventando punti di riferimento per chi si trova oggi davanti alla scelta della scuola superiore.

Il progetto ha dato spazio anche alla creatività. Sono stati realizzati cartelloni, segnalibri e messaggi colorati, nati con spontaneità e spirito di accoglienza. Questi lavori hanno accompagnato il percorso epistolare, rendendo visibile il clima di entusiasmo e partecipazione che si è sviluppato tra gli studenti.

La fase conclusiva si è svolta negli spazi del Liceo Vian, dove i ragazzi che per settimane avevano dialogato attraverso la carta hanno finalmente potuto conoscersi dal vivo. Le lettere si sono trasformate in volti, sorrisi, emozioni e nuove relazioni, dando concretezza a un percorso costruito passo dopo passo sulla fiducia e sull’ascolto reciproco.

Particolarmente significative sono state le riflessioni emerse alla fine dell’esperienza. Alcuni studenti hanno raccontato di aver sviluppato una maggiore capacità di empatia grazie allo scambio epistolare; altri hanno sottolineato la nascita di nuove amicizie. C’è stato anche chi ha riconosciuto che una lettera permette di conoscere una persona in modo più autentico e profondo rispetto a forme di comunicazione più veloci e superficiali.

“In alto le penne!” ha lasciato così un segno importante nei ragazzi coinvolti, mostrando che la scrittura a mano conserva ancora oggi una forza educativa e relazionale straordinaria. Non è soltanto un esercizio scolastico, ma un gesto capace di creare presenza, memoria e legami, ricordando che comunicare davvero significa anche fermarsi, ascoltare e dedicare attenzione all’altro.

(Materiale fotografico di proprietà L’Agone GIORNALE DEL LAGO E DELLA TUSCIA EDITO DALL’ASSOCIAZIONE NO-PROFIT “L’AGONE NUOVO”)

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