Addio a Ninì Calvaresi, l’uomo che ha raccontato Barletta attraverso un obiettivo

È morto a 85 anni Vincenzo “Ninì” Calvaresi, storico fotoreporter e fotografo di Barletta. Per decenni ha documentato la cronaca, lo sport, la politica e la vita quotidiana della città, legando il suo nome a quello de La Gazzetta del Mezzogiorno. 

BARLETTA – Ci sono persone che raccontano una città attraverso le parole e altre che lo fanno attraverso le immagini. Vincenzo “Ninì” Calvaresi apparteneva a questa seconda categoria. Per decenni ha attraversato strade, piazze, stadi, palazzetti e luoghi della cronaca con la macchina fotografica al collo, trasformando gli avvenimenti di Barletta in immagini destinate a rimanere nella memoria collettiva.

Calvaresi è morto il 17 settembre, all’età di 85 anni, dopo una lunga malattia. La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo del giornalismo e della fotografia pugliese e in una città con la quale aveva costruito, attraverso il suo lavoro, un rapporto profondo e duraturo.

Per molti anni è stato uno dei volti più riconoscibili del fotogiornalismo barlettano. La sua macchina fotografica ha seguito la cronaca cittadina in tutte le sue declinazioni: dalla politica allo sport, dagli avvenimenti di cronaca alla vita quotidiana, fino ai personaggi che hanno contribuito a costruire la storia recente della città.

Il suo lavoro apparteneva a una stagione del giornalismo profondamente diversa da quella attuale. Prima della rivoluzione digitale, una fotografia non arrivava istantaneamente in redazione. Gli scatti dovevano essere sviluppati, stampati e consegnati. Era un lavoro fatto di presenza sul territorio, conoscenza delle persone, attenzione ai dettagli e capacità di cogliere l’attimo.

Calvaresi aveva fatto di questo mestiere una forma di testimonianza. Il suo obiettivo non si limitava a registrare un avvenimento: ne fissava i volti, le emozioni, le atmosfere e quei particolari destinati, con il passare degli anni, ad assumere un valore documentario.

Tra le pagine più significative della sua lunga carriera c’è anche il racconto fotografico di Pietro Mennea, il campione barlettano diventato uno dei simboli dello sport italiano. Calvaresi ne ha seguito il percorso e ne ha immortalato diversi momenti, contribuendo attraverso le sue fotografie a raccontare il legame tra Mennea e la sua città.

Ma la sua attività non può essere ricondotta soltanto allo sport. Per decenni Calvaresi ha documentato la trasformazione di Barletta, seguendone la vita politica, sociale e culturale. Manifestazioni, celebrazioni, eventi pubblici, fatti di cronaca, personaggi e semplici momenti della quotidianità sono entrati nel suo archivio fotografico.

È proprio questa continuità a rendere particolarmente prezioso il suo lavoro. Non soltanto la fotografia del grande evento, ma la costruzione, scatto dopo scatto, di una memoria visiva della comunità.

Nel corso della sua carriera Calvaresi è stato anche punto di riferimento per giovani fotografi e professionisti che si sono avvicinati al mondo del fotogiornalismo. Il mestiere, per lui, non consisteva soltanto nel possedere una buona tecnica fotografica. Richiedeva curiosità, rapidità, discrezione e soprattutto la capacità di essere presenti nel momento giusto.

Una passione che ha trovato continuità anche nella sua famiglia. Il figlio Attilio Calvaresi ha seguito le orme paterne, intraprendendo a sua volta la professione di fotoreporter e lavorando anche come inviato speciale della Rai.

Due generazioni, dunque, legate dalla stessa professione, ma soprattutto da un modo di intendere la fotografia come strumento per raccontare la realtà.

Un fotoreporter non registra semplicemente ciò che accade. Sceglie un istante, una prospettiva, un volto. Quell’istante, quando viene fissato in un’immagine, può diventare testimonianza. E quando quella fotografia attraversa gli anni, può trasformarsi in memoria.

È questo il valore più profondo dell’eredità professionale di Ninì Calvaresi.

Le sue fotografie raccontano una Barletta che nel tempo è cambiata: una città con i suoi protagonisti, le sue trasformazioni, le sue difficoltà, le sue conquiste e le sue giornate apparentemente ordinarie. Immagini che oggi assumono un significato ulteriore, perché permettono di riconoscere ciò che è stato e di ritrovare persone e momenti ormai consegnati alla storia.

Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante una o più persone

La sua scomparsa non riguarda dunque soltanto la famiglia e il mondo professionale nel quale ha lavorato per tanti anni. Riguarda una comunità che attraverso il suo obiettivo ha visto documentata una parte importante della propria storia recente.

I funerali venerdì 18 settembre, alle ore 16.15, Barletta gli darà l’ultimo saluto nella basilica di San Domenico.

Con la morte di Ninì Calvaresi si chiude una lunga stagione del fotogiornalismo locale. Restano le fotografie. E dentro quelle fotografie resta una parte della storia di Barletta: quella che Calvaresi ha inseguito per strada, osservato attraverso il mirino e fermato con un clic.

Un patrimonio di immagini che oggi appartiene alla memoria della città.

L’editore Ruggiero Polli Diomede e la Redazione di Easy News 24 si uniscono al profondo dolore della famiglia Calvaresi per la scomparsa del caro Vincenzo “Ninì”, figura di spicco e testimone indimenticabile della storia e della cronaca del nostro territorio.

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