La Senatrice analizza i rischi del sistema CBAM: «La produzione di cibo non è un’attività opzionale»
di Redazione
Roma (EN24) – La transizione ecologica europea si trova di fronte a un paradosso normativo che rischia di soffocare il comparto primario. Secondo l’analisi della Senatrice Vita Maria Nocco, esponente di Fratelli d’Italia, il sistema produttivo agricolo è oggi sotto la minaccia diretta del CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Per la Senatrice, è giunto il momento di un pragmatismo che metta al riparo le imprese dai costi derivanti dalle politiche “green” comunitarie, specialmente per quanto riguarda il settore dei fertilizzanti, essenziale per la sicurezza alimentare nazionale ed europea.
«L’Europa deve avere il coraggio di fermarsi e correggere alcune scelte che, pur nate con obiettivi condivisibili, rischiano oggi di colpire duramente il sistema produttivo agricolo», afferma con decisione Vita Maria Nocco. La sua analisi si sofferma sull’applicazione del CBAM ai fertilizzanti, un passaggio che determinerebbe un aumento dei costi insostenibile per le aziende. In questo scenario, la Senatrice sottolinea come l’Italia e la Francia abbiano già chiesto con forza alla Commissione europea la sospensione immediata del meccanismo con effetto retroattivo, definendola «una richiesta di buon senso, che nasce da una situazione concreta e non più sostenibile per gli agricoltori».

La Sen. Nocco alla 𝐌𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐁𝐨𝐯𝐢𝐧𝐚 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐮𝐝 di Noci (BA)
Il cuore del problema risiede nell’essenzialità di alcuni componenti chimici che non possono essere sostituiti da un giorno all’altro. «I fertilizzanti, in particolare quelli azotati come l’urea e l’ammoniaca, sono elementi essenziali per garantire rese produttive adeguate», spiega la Senatrice, aggiungendo in modo perentorio che «non sono un’opzione, ma una condizione imprescindibile per l’agricoltura». La sfida climatica, dunque, non può essere costruita contro chi produce il cibo, specialmente in un momento storico segnato da rincari energetici e fragilità geopolitiche che già rallentano le catene di approvvigionamento globali.
L’analisi di Nocco si sposta poi sulla necessità di una visione strategica a lungo termine che vada oltre le sanzioni e i balzelli burocratici. «È fondamentale accelerare sulla definizione di un Piano europeo per la sovranità dei fertilizzanti, che consenta di rafforzare la produzione interna e ridurre la dipendenza dall’estero», sostiene la parlamentare, evidenziando come intervenire con strumenti rigidi su comparti “hard to abate” rischi di produrre l’effetto opposto a quello desiderato: indebolire il sistema senza ottenere reali benefici ambientali.
In conclusione, la Senatrice rivolge un monito istituzionale a Bruxelles, ricordando che l’agricoltura garantisce la tutela del territorio e la qualità della vita, e come tale va difesa come interesse nazionale. «L’Europa deve accompagnare la transizione, non imporla ignorando la realtà», conclude Nocco, ribadendo che l’obiettivo della neutralità carbonica al 2050 è fondamentale, ma che è ancora più importante arrivarci con un sistema produttivo vivo e competitivo. Per la Senatrice, la credibilità dell’Unione si gioca oggi sulla capacità di fare una scelta chiara: «stare dalla parte di chi produce».

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