Alla Cop28 raggiunto l’accordo sulla ‘transizione’ dai combustibili fossili

A comunicare l’intesa è stato il presidente della conferenza, il sultano Ahmed Al Jaber

di Redazione

ROMA –  Un accordo per il clima, con l’impegno a “una fuoriuscita” o alla “costruzione di una fuoriuscita” dai combustibili fossili, in inglese “transition away”, è stato annunciato alla Cop29 a Dubai. A comunicare l’intesa è stato il presidente della conferenza, il sultano Ahmed Al Jaber.

PICHETTO: INTESA BILANCIATA, DA ITALIA IMPEGNO PER MIGLIOR RISULTATO

L’intesa raggiunta a Dubai tiene conto di tutti gli aspetti più rilevanti dell’accordo di Parigi e delle istanze, profondamente diverse tra loro, dei vari Stati, che tuttavia riconoscono un terreno e un obiettivo comune, con la guida della scienza. Per questo, riteniamo il compromesso raggiunto come bilanciato e accettabile per questa fase storica, caratterizzata da forti tensioni internazionali che pesano sul processo di transizione. L’Italia, nella cornice dell’impegno europeo, è stata impegnata e determinata fino all’ultimo per il miglior risultato possibile”, dichiara il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, commentando l’accordo sul Global Stocktake alla Cop28.

“Sulle fonti fossili – spiega Pichetto – abbiamo cercato un punto di caduta più ambizioso, ma nell’intesa c’è un chiaro messaggio di accelerazione verso il loro progressivo abbandono, riconoscendone il ruolo transitorio: abbiamo per la prima volta un linguaggio comune sulla fuoruscita dai combustibili fossili, per le emissioni zero nette al 2050″ .

“L’accordo – prosegue Pichetto – sancisce la necessità di profonde e rapide riduzioni delle emissioni di gas serra, in un quadro di contestuale forte affermazione delle rinnovabili”. “Tra i tanti risultati apprezzabili – spiega – vi è il riconoscimento di un ruolo chiave per il nucleare e l’idrogeno“.

“Di particolare importanza – aggiunge il Ministro – anche l’evidenza che si è data alla necessità di ridurre le emissioni nei trasporti, con veicoli a zero e basse emissioni, nei quali rientrano anche i biocarburanti, grazie alla riconosciuta mediazione italiana nel coordinamento europeo”.

“Voglio anche ricordare – aggiunge Pichetto – la preziosa eredità di questa Cop nell’aiuto ai Paesi in via di sviluppo e a quelli colpiti da catastrofi climatiche: l’Italia in Europa è stata tra i maggiori contributori del fondo ‘Loss&Damage’ con cento milioni, mentre con una serie di intese bilaterali ha voluto rinsaldare lo sviluppo di progetti rivolti all’adattamento e all’efficienza energetica in aree come il Medioriente, l’Africa, l’America, oltre all’Ucraina”.

“Voglio ringraziare quanti hanno lavorato in queste ore senza sosta per raggiungere l’accordo, contribuendo in maniera decisiva alla sua definizione: partendo dal viceministro Vannia Gava, dal capo negoziatore Federica Fricano e il team di altissimo livello giunto dal ministero a Dubai, dall’inviato per il Clima Francesco Corvaro. Un particolare ringraziamento all’importante lavoro di mediazione della presidenza emiratina. Nel Padiglione italiano, con oltre cento eventi – conclude Pichetto – l’Italia ha saputo dare voce in questa Cop ai giovani, alle imprese, alle istituzioni, alle tante energie di questo Paese”.

TAJANI: ACCORDO AMBIZIOSO, RICONOSCE TECNOLOGIA NUCLERARE STRATEGICA

“Il pacchetto Global Stocktake approvato a COP28 è ambizioso e tiene conto di un processo di transizione energetica giusta, ordinata ed equa: una transizione pragmatica con un riconoscimento alla tecnologia nucleare strategica per il raggiungimento di zero emissioni nel 2050”, scrive su X il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani.

ACTIONAID: PERCORSO VERSO FUTURO SENZA FOSSILI RESTA ACCIDENTATO

Teresa Anderson, responsabile globale di ActionAid per la giustizia climatica commenta il testo votato alla Cop28 in plenaria alla chiusura dei negoziati: “Mentre il testo manda un segnale che l’industria fossile ha i giorni contati, i Paesi più ricchi hanno chiaramente rifiutato di offrire nuovi finanziamenti per aiutare i Paesi in via di sviluppo a rendere questi obiettivi una realtà raggiungibile. I Paesi ricchi vogliono avere la botte piena e la moglie ubriaca. Ma dovrebbero ricordare che non esistono obiettivi climatici gratuiti. Questo testo significa che i Paesi a basso reddito, già indebitati a causa dei costi dei disastri climatici, potrebbero essere costretti a fare scelte impossibili tra sicurezza economica e azione per il clima”. “Il testo presenta molte scappatoie e offre diversi regali ai cosiddetti ‘greenwashers’, che mistificano la reale uscita dai fossili con tecnologie ‘verdi’, inserendo la cattura e lo stoccaggio del carbonio, i cosiddetti combustibili di transizione, l’energia nucleare e i mercati del carbonio. Complessivamente, traccia una strada accidentata verso un futuro senza fossili”

 

fonte: Agenzia DiRE (www.dire.it)

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