Bambino trapiantato con cuore danneggiato: l’organo era stato trasportato in un box di plastica

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Il caso del cuore “bruciato” e impiantato a un bimbo di 2 anni e 3 mesi all’ospedale Monaldi di Napoli ora mette al centro il contenitore utilizzato per trasportare l’organo risultato danneggiato. Non sarebbe stato impiegato un contenitore in grado di monitorare la temperatura.

Il cuore lesionato sarebbe quindi stato trasportato in un contenitore di plastica rigida non un box tecnologico. Il dato emerge dopo il sequestro del contenitore, eseguito nei giorni scorsi dai Carabinieri del Nas di Napoli.

Secondo una prima ipotesi al vaglio degli inquirenti, l’organo, poi, sarebbe stato danneggiato a causa delle temperature troppo basse: a provocare i danni sarebbe stato l’utilizzo, invece del ghiaccio tradizionale, di quello secco che arriva fino a -80 gradi. 

Questo avrebbe bruciato una parte delle fibre del muscolo cardiaco, rendendolo inutilizzabile. Degli aspetti legati al ghiaccio secco si stanno occupando i Carabinieri del Nas di Trento, competenti su Bolzano, città dove quel giorno non si è recata solo l’equipe partenopea, ma anche medici provenienti da altre località per il prelievo di diversi organi espiantati.

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