Caso Fakir, aperta un’indagine sulla morte del 42enne durante un intervento di polizia a Bologna

La Procura acquisisce bodycam, video e dispone accertamenti medico-legali. Sotto esame l’intera dinamica dell’intervento e il ruolo degli operatori coinvolti.

di Redazione

(EN24) – La Procura di Bologna ha avviato un’approfondita inchiesta per chiarire le circostanze della morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, deceduto domenica nel quartiere Pilastro durante un intervento delle forze dell’ordine. L’uomo era stato fermato dopo alcune segnalazioni di residenti che riferivano di un comportamento agitato in via Svevo. Secondo la ricostruzione iniziale, gli agenti hanno utilizzato spray al peperoncino e successivamente lo hanno immobilizzato a terra. Poco dopo, Fakir ha accusato un malore che si è rivelato fatale.

L’indagine, coordinata dalla Procura, punta a ricostruire l’intera sequenza dei fatti. Gli investigatori hanno acquisito le registrazioni delle bodycam in dotazione agli agenti, i filmati realizzati dai testimoni presenti sul posto, le comunicazioni radio della Questura e le telefonate con cui i cittadini hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorsi. Sarà inoltre determinante l’autopsia, affidata a un pool di specialisti, che dovrà chiarire le cause del decesso e verificare l’eventuale incidenza delle modalità di immobilizzazione sull’esito della vicenda.

Secondo quanto comunicato dalla Procura, sono sei le persone inserite nel registro delle annotazioni preliminari previsto dalla recente normativa: due agenti di polizia e quattro operatori sanitari intervenuti sul posto. Si tratta di uno strumento introdotto dal nuovo quadro normativo che consente lo svolgimento degli accertamenti senza configurare automaticamente la posizione di indagati. Gli inquirenti hanno precisato che le verifiche riguarderanno l’intero sviluppo dell’intervento e non soltanto le immagini diffuse sui social e sui media.

Nel frattempo, la vicenda ha suscitato forte emozione a Bologna. Familiari, amici e numerosi cittadini hanno partecipato a manifestazioni per chiedere piena chiarezza sulle responsabilità dell’accaduto. In alcuni momenti si sono registrate tensioni durante i cortei organizzati nel centro cittadino, mentre le istituzioni locali hanno ribadito la necessità di attendere gli esiti delle indagini prima di formulare qualsiasi conclusione.

Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se il decesso sia stato determinato esclusivamente da condizioni cliniche preesistenti o se abbiano inciso anche le modalità operative adottate durante il fermo. Gli esiti degli accertamenti medico-legali e delle consulenze tecniche costituiranno il punto centrale dell’inchiesta, destinata a fare piena luce su uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi giorni.

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