Cavo Dragone: “No all’esercito europeo. E la Nato non è in crisi”

L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone
La Nato, ha detto ancora l’ammiraglio, “non è assolutamente in crisi. C’era la necessità di un elemento catalizzatore e lo abbiamo avuto. Ora si aprono nuovi orizzonti. Tutte le dichiarazioni, anche brutalmente critiche, vanno valutate con più calma”. La priorità? “Al cuore resta la minaccia russa, che è stata confermata dal 2022 e che guida la nostra strategia. Dobbiamo continuare a esercitare deterrenza. Ed è vero che gli Stati Uniti suonano la carica: hanno dato forti scossoni in nome di una necessità che io ritengo giusta, ovvero che i costi per la difesa collettiva vengano distribuiti in modo più equo. L’ultimo summit dell’Aja l’estate scorsa è stato un successo in questo senso: l’Europa s’impegna a più alte spese militari, adesso vanno assunte maggiori responsabilità operative“. E poi, rileva ancora Cavo Dragone, “L’Artico sta diventando sempre più centrale: i cambiamenti climatici portano allo scioglimento dei ghiacci e all’apertura di nuove rotte commerciali, oltre a rendere accessibili zone ricche di minerali e risorse. I russi, sicuramente non vanno in Artico solo per osservare foche e orsi: hanno riaperto basi chiuse da decenni e testato nuove armi“.

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