Il ministro della Difesa interviene al seminario dell’Assemblea parlamentare Nato alla Camera: “Le basi non appartengono a un singolo Paese, servono l’intera Alleanza. L’Italia ha rispettato tutti gli accordi”.
di Redazione
(EN249 – La Nato deve adattarsi a un quadro internazionale profondamente cambiato, rafforzando la propria presenza e ampliando il dialogo con i Paesi che condividono i valori dell’Occidente. È il messaggio lanciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto alla Camera nel corso del seminario del Gruppo speciale Mediterraneo e Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare Nato.
Secondo Crosetto, l’Alleanza atlantica è chiamata a “diventare più forte e più grande”, aprendo una riflessione su un possibile allargamento dei propri confini politici e strategici. Il ministro ha richiamato l’esigenza di costruire un sistema di sicurezza più ampio, capace di coinvolgere realtà considerate vicine al mondo occidentale e di rispondere alle nuove instabilità globali.
Nel suo intervento, il titolare della Difesa ha insistito anche sul valore della dimensione europea della sicurezza, sottolineando che la protezione del continente non può essere letta soltanto entro i confini dell’Unione europea. In un contesto segnato da guerre, tensioni regionali e nuove minacce, Crosetto ha ribadito che la deterrenza dei Paesi europei continua a dipendere in modo decisivo dalla Nato.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle basi Nato presenti in Italia. Crosetto ha chiarito che queste strutture non sono al servizio esclusivo del Paese che le ospita, ma dell’intera organizzazione atlantica. Per questo, ha osservato, nessuno avrebbe interesse a indebolire l’Alleanza in una fase di crescente instabilità internazionale.
Il ministro ha inoltre rivendicato il comportamento tenuto dall’Italia nei rapporti con gli Stati Uniti: “Abbiamo rispettato i patti”, ha ricordato, respingendo ogni ipotesi di disimpegno o ambiguità sulla presenza delle infrastrutture militari alleate sul territorio nazionale.
Crosetto è tornato poi sul nodo delle spese per la Difesa, spiegando che l’Italia dovrà confrontarsi con gli impegni assunti in ambito Nato e con le decisioni del governo sul bilancio. Ha richiamato, in particolare, il percorso di aumento progressivo degli stanziamenti già indicato nei mesi scorsi e la necessità di dare risposte entro fine maggio sul meccanismo europeo Safe.
L’intervento del ministro si inserisce in una fase delicata per gli equilibri internazionali e per il futuro dell’architettura di sicurezza occidentale. Il messaggio politico è netto: rafforzare la Nato, preservare la centralità delle basi alleate e costruire una difesa più integrata sono, per Crosetto, condizioni indispensabili per affrontare le sfide dei prossimi anni.

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