Ecatombe in Venezuela: il bilancio del sisma sale a 235 morti, si scava per i 50 mila dispersi. C’è una vittima italiana

Il Paese devastato dal peggior doppietto sismico in 126 anni. La Farnesina lancia l’allarme sugli irreperibili, attivato un volo umanitario speciale dell’Aeronautica Militare

di Redazione

(EN24) – La terra continua a tremare e il bilancio della catastrofe che ha colpito il Venezuela si fa ogni ora più drammatico. A poco più di 24 ore dal terrificante doppietto sismico di magnitudo 7.2 e 7.5 che ha messo in ginocchio la nazione, le autorità locali hanno aggiornato i dati ufficiali parlando di almeno 235 morti accertati e oltre 4.300 feriti ricoverati in condizioni critiche. La cifra più spaventosa resta però quella legata ai dispersi: secondo la piattaforma online Desaparecidos terremoto Venezuela, istituita per centralizzare le segnalazioni dei cittadini di cui non si hanno notizie, mancano all’appello circa 50.000 persone.

Nelle strade di Caracas, Valencia e soprattutto nelle aree costiere dello stato de La Guaira, dichiarata ufficialmente “zona di disastro”, i soccorritori internazionali e i civili continuano a scavare a mani nude tra i calcinacci nel disperato tentativo di estrarre superstiti. Il crollo di interi condomini ad alta densità abitativa e i gravissimi danni riscontrati all’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía hanno isolato intere comunità, aggravando una situazione logistica già compromessa dai blackout totali e dalla mancanza di linee telefoniche.

La tragedia tocca da vicino anche l’Italia. La Farnesina ha purtroppo confermato il decesso di un cittadino italo-venezuelano rimasto schiacciato dal crollo della propria abitazione. L’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri sta monitorando con la massima apprensione la situazione della vasta comunità italiana residente nel Paese sudamericano, segnalando che moltissimi connazionali risultano al momento completamente irreperibili. Per rispondere all’emergenza, il governo di Roma ha disposto il decollo immediato di un aereo speciale dell’Aeronautica Militare per trasportare sul posto squadre di soccorso avanzate e beni di prima necessità.

Nel frattempo si mobilita anche la macchina degli aiuti globali. Il Dipartimento di Stato americano ha stanziato un pacchetto di interventi d’emergenza da 150 milioni di dollari e ha avviato l’invio di navi e aerei militari per supportare le ricerche aeree e i ponti idrici verso le aree costiere isolate. Nonostante lo sforzo internazionale, i sismologi continuano a predicare massima cautela a causa di uno sciame di repliche incessante che minaccia la stabilità delle poche strutture rimaste parzialmente in piedi.

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