La studentessa aveva denunciato alla polizia le immagini apparse sui social e su volantini sparsi in mezza città che la raffiguravano in pose porno. I foggiani erano scesi in piazza in gesto di solidarietà
Avrebbe realizzato e diffuso volantini con frasi volgari accompagnati da immagini create con l’intelligenza artificiale sovrapponendo al volto di una sua amica a quello delle parti intime di un’altra donna.
È l’esito delle indagini della polizia di Foggia che ha arrestato un 19enne: è finito ai domiciliari per atti persecutori.
Le indagini hanno preso il via dopo la denuncia della vittima, Arianna Petti, una ragazza foggiana che attraverso i social aveva denunciato di essere vittima di “revenge porn” dopo che da giugno scorso aveva trovato in alcune zone della città, anche nei pressi dell’istituto Lanza di Foggia diversi volantini.
La storia era iniziata a giugno scorso quando a pochi passi dall’abitazione della ragazza erano comparsi i primi volantini. Qualcuno, dopo aver preso una sua foto, artigianalmente ha messo un corpo – in chiaro atteggiamento sessuale – sotto il suo volto. Dopo una prima denuncia alla polizia nel luglio scorso, le foto sono ricomparse: questa volta, però, insieme alle immagini c’erano anche il numero di telefono di cellulare della ragazza e l’indirizzo di casa. La vittima, che aveva pubblicamente denunciato quanto accaduto, era tornata nuovamente dagli agenti della squadra mobile per un’altra denuncia. Una vicenda che era balzata alle cronache nazionali e che aveva destato molto sconcerto tra la popolazione scesa in strada, il 23 settembre, per dare solidarietà alla studentessa.
E proprio grazie alle indicazione della giovane le indagini si sono concentrate su di un giovane, coetaneo della vittima, che fino a poco prima aveva intrattenuto con lei una lunga relazione di amicizia, poi conclusasi per divergenze caratteriali. Il giovane, infatti, era stato indicato dalla vittima come una delle persone in possesso di sue foto che, dagli accertamenti effettuati, si sono rivelate del tutto compatibili con quelle utilizzate per confezionare i “montaggi” diffusi ed affissi nei pressi di alcuni istituti scolastici di Foggia.
Nel corso di alcune perquisizioni sono stati sequestrati alcuni dispositivi informatici in uso al ragazzo sui quali sono state poi effettuate articolate analisi tecniche. Ulteriormente significativo è stato il rinvenimento nella disponibilità dell’indagato – in particolare sui dispositivi informatici analizzati – di una foto artefatta, recante una frase esattamente corrispondente a foto e didascalia affisse sulle pareti dell’istituto scolastico “Lanza”.
Questo dato ha consentito di raccogliere ulteriori indizi nei riguardi del giovane anche se svolta è giunta dopo aver trovato alcune conversazioni intrattenute dal diciannovenne con il sistema di intelligenza artificiale “ChatGPT”. Dall’analisi informatica dei dispositivi, infatti, si è potuto appurare come l’indagato avesse chiesto all’intelligenza artificiale di formulare alcune frasi ridicolizzanti, “…che possano destare scalpore tra gli adolescenti e che siano ridicole per la vittima… ” da utilizzare come sottotitoli a fotografie ritraenti altre persone.
Le analisi su tali conversazioni – intercorse tra l’indagato e i sistemi di intelligenza artificiale – ha fatto in modo che il disegno criminoso orchestrato dal giovane fosse disvelato nella sua interezza e ha, quindi, permesso di raccogliere gravi indizi di reità nei riguardi del diciannovenne per i fatti sopra narrati.
Infine, la consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero ha consentito di evidenziare come l’indagato fosse riuscito ad effettuare una parziale cancellazione di dati ed avesse continuato ad utilizzare l’intelligenza artificiale per farsi suggerire accorgimenti da utilizzare per eludere le indagini.
«Per me e la mia famiglia questo arresto rappresenta un sollievo. Un barlume di speranza dopo mesi davvero tanto difficili. Sono contenta, sollevata. Ho ritrovato un po’ di serenità – dice è la studentessa -ho frequentato dall’asilo nido alle scuole medie la stessa classe con la persona oggi arrestata. Ci conoscevamo. In prima media fui vittima di atti di bullismo da parte sua. Non so perché lo abbia fatto. Vorrei anche dare un messaggio sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale che è un’arma a doppio taglio – continua – da un lato è uno strumento utile in diversi casi, dall’altro può creare enormi danni. Alle ragazze, alle donne, a chiunque si trovi a vivere una situazione come la mia, raccomando di denunciare. Sembrano momenti infiniti, difficilissimi, insuperabili ma la luce in fondo al tunnel si intravede sempre. In questi lunghi mesi ho accumulato tanta forza».
fonte: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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