Frattesi all’ultimo respiro ribalta l’Udinese: Inter sempre più vicina alla seconda stella

Friulani in vantaggio con Samardzic al 40′, con difesa nerazzurra e Sommer fermi. Il pari su rigore di Calhanoglu in avvio di ripresa. Al 95′ la rete della vittoria

di Luca Taidelli

La festa in campo al triplice fischio di Piccinini dice tutto sull’elettricità che accompagna l’Inter verso la seconda stella. Frattesi, l’uomo del destino, ha appena segnato il gol che, dopo il gollonzo del promesso sposo mancato Samardzic e il rigore di Calhanoglu, procurato da Thuram, permette alla squadra di Inzaghi di ribaltare l’orgogliosa Udinese e lascia la capolista a +14 sul Milan, con vista su un derby di fuoco che il 22 aprile potrebbe chiudere i conti.

PRIMO TEMPO

Perso Lucca per squalifica, Cioffi parte prudente con Success in panchina e la coppia Pereyra-Samardzic, molto vicino (visite mediche comprese) all’Inter la scorsa estate prima del noto voltafaccia, alle spalle di Thauvin in un 3-4-2-1 con Ehizibue e Kamala a tutta fascia. Inzaghi invece rispetto all’Empoli ritrova Sommer tra i pali, punta su Carlos Augusto per l’infortunato Bastoni e preferisce Dumfries a Darmian (jolly prezioso a gara in corso) sulla corsia di destra. Davanti ci sono Lautaro e Thuram, reduci da un marzo a secco di gol. Gara bloccata, con l’Udinese che aspetta e l’Inter che sembra non avere più il sangue agli occhi dei primi sette mesi di stagione. Vie centrali intasate, i più pericolosi come spesso avviene sono i due quinti, con Dimarco che prova a innescare Thuram e Dumfries aggressivo sulla trequarti ma poco lucido al cross. Eppure Calha avrebbe spazio perché nessuno lo asfissia in avvio d’azione. Quando il turco si accende, l’Inter va vicina al vantaggio. Okoye vola su un destro a giro e poi su una sassata (assist di Lautaro) al termine di un’azione innescata da Mkhitaryan che con una finta di corpo manda al bar Wallace ed Ehizibue. Sull’unica sbavatura dietro (Acerbi in costruzione) Pereyra aveva sballato il destro. Ma al 40’ una leggerezza di Chala innesca il gollonzo che non ti aspetti. Samardzic, proprio lui, dal vertice destro dell’area calcia di sinistro e trova prima la deviazione di Carlos Augusto, poi la dormita colossale di Dumfries e Sommer che guardano la palla rotolare nell’angolino. E che non sia serata lo conferma Okoye, felino sul colpo di testa in avvitamento di Lautaro, innescato da Dimarco.

SECONDO TEMPO

Si riprende senza cambi e con l’Udinese ancora più bassa. Al 48’ Carlos Augusto segna girando in porta da due passi, ma era in fuorigioco. L’onda nerazzurra però monta e stavolta a sbagliare è Okoye, che esce in ritardo su Thuram, cercato da Dimarco, provocando il rigore che l’infallibile Calhanoglu trasforma al 54’ per l’esplosione della metà interista dello stadio.

I padroni di casa non riescono più a superare la metà campo e Cioffi corre ai ripari con Ferreira e Lovric per Ehizibue e Samardzic. Thuram di testa non scarta il cioccolatino di Dimarco e poco dopo l’Inter rischia grosso con lo stesso Lovric che pesca nelle praterie Kamara, bravo a servire al centro Thauvin su cui il 35enne Mkhitaryan è prodigioso nel recupero. Poco dopo l’armeno lascia il posto a Frattesi, con Darmian che rileva Dumfries. La vera svolta però Inzaghi la cerca al 74’, puntando sul tridente con Sanchez per Calha e una mediana che piacerebbe a Spalletti: Darmian, Frattesi, Barella e Dimarco. Anche a costo di subire qualche ripartenza, il tecnico vuole i tre punti che sembrano arrivare quando Thuram in fascia scherza Kristensen e trova nel cuore dell’area Frattesi, che però calcia alto. Tikus nel finale lascia il posto ad Arnautovic, ma la gara è ormai un corpo a corpo che sembra produrre tanti falli e poche occasioni. Nei 7’ di recupero i diffidati Pavard e Lautaro si prendono il giallo che farà saltare loro il Cagliari, ma non il derby. Ma all’ultima curva il Toro si ribella al destino, costringe Okoye a un altro miracolo, solo che stavolta il palo interno premia il rapace Frattesi. Lo scudetto è sempre più vicino.

 

FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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