Giochi del Mediterraneo, Iaia apre all’appello di Bitetti: “L’unità va praticata con i fatti”

On. Dario Iaia

Il deputato di Fratelli d’Italia raccoglie l’invito del sindaco di Taranto, ma chiede di superare polemiche e contrapposizioni. A 80 giorni dall’evento, la città entra nella fase decisiva

di Redazione

(EN24) – L’appello all’unità lanciato dal sindaco di Taranto Piero Bitetti in vista dei Giochi del Mediterraneo trova una prima apertura nel centrodestra. Dario Iaia, deputato ionico di Fratelli d’Italia, accoglie con favore l’invito alla collaborazione istituzionale, ma avverte: l’unità non può restare una formula da usare nei momenti solenni, deve diventare metodo concreto di lavoro, comportamento quotidiano e responsabilità condivisa.

Il confronto nasce a circa ottanta giorni dall’apertura dei XX Giochi del Mediterraneo, in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026. La città è entrata nella fase più delicata della preparazione: quella dell’ultimo miglio, in cui cantieri, decoro urbano, accoglienza, servizi e organizzazione devono convergere verso un obiettivo comune. Non si tratta più soltanto di programmare, ma di completare, rifinire e presentare Taranto al Mediterraneo e al mondo nelle migliori condizioni possibili.

Bitetti aveva chiesto che Taranto non fosse lasciata sola proprio nel momento più importante, sollecitando unità istituzionale, fondi rapidi e una collaborazione reale tra tutti i livelli coinvolti. Il sindaco ha invitato a mettere da parte le polemiche e a concentrare ogni energia sul completamento delle opere e sulla piena riuscita dell’evento internazionale.

Iaia condivide la necessità di fare squadra, ma lega l’apertura a una richiesta politica precisa: se davvero si vuole inaugurare una stagione di collaborazione nell’interesse della città, tutti devono fare un passo avanti. Per il parlamentare di Fratelli d’Italia, nei mesi scorsi il clima politico e istituzionale sarebbe stato appesantito da interventi polemici, accuse e contrapposizioni che non hanno aiutato Taranto.

Il punto, per Iaia, è evitare che i Giochi diventino terreno permanente di scontro. La manifestazione, sostiene, deve rappresentare un’occasione di orgoglio e rilancio, non un nuovo capitolo della conflittualità locale. Per questo il centrodestra si dice pronto a lavorare con spirito costruttivo, a condizione che la collaborazione sia reciproca e non venga invocata soltanto quando servono risorse, sostegno o responsabilità condivise.

La replica apre dunque uno spazio politico interessante. Da un lato, il sindaco chiede compattezza per affrontare la fase finale dell’organizzazione; dall’altro, un esponente della maggioranza di governo riconosce il valore dell’appello, ma chiede discontinuità nei toni e nei metodi. La convergenza possibile passa da qui: meno propaganda, più coordinamento operativo.

I Giochi del Mediterraneo rappresentano per Taranto una sfida sportiva, urbana e simbolica. L’evento non porterà soltanto atleti, delegazioni e pubblico, ma obbligherà la città a misurarsi con infrastrutture, mobilità, impianti, sicurezza, accoglienza e immagine internazionale. È una vetrina, ma anche un banco di prova per la capacità delle istituzioni di agire insieme.

La posta in gioco supera la disputa tra maggioranza e opposizione. Taranto arriva all’appuntamento con una storia complessa, segnata da industria, ambiente, lavoro, crisi sociali e ricerca di una nuova identità. I Giochi possono diventare una leva di rigenerazione urbana e reputazionale, oppure un’occasione sprecata se il confronto politico continuerà a prevalere sulla concretezza amministrativa.

Per questo la parola “unità” assume un significato operativo. Vuol dire garantire tempi certi per i fondi, completare le opere, evitare ritardi, accompagnare i cittadini, informare il territorio, coinvolgere imprese e associazioni, e soprattutto separare le legittime differenze politiche dalla necessità di consegnare alla città un evento all’altezza delle attese.

Il botta e risposta tra Bitetti e Iaia segnala che la tensione resta, ma anche che esiste un margine di responsabilità istituzionale. La fase conclusiva non consentirà molte altre prove d’appello: il calendario corre, le scadenze si avvicinano e Taranto non può permettersi di arrivare divisa a un appuntamento costruito per parlare di cooperazione mediterranea.

Ora le parole dovranno trasformarsi in atti. Se l’appello all’unità produrrà un coordinamento reale tra Comune, Governo, commissari, Regione e soggetti organizzatori, i Giochi potranno diventare un passaggio decisivo per l’immagine della città. Se invece resterà solo uno scambio di dichiarazioni, il rischio sarà consegnare alla cronaca l’ennesima occasione consumata nella polemica.

La sfida, per Taranto, è tutta qui: dimostrare che l’unità non è uno slogan da esibire alla vigilia dei grandi eventi, ma una pratica concreta quando il tempo stringe e l’interesse della comunità deve venire prima del posizionamento politico.

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