Il 20enne italiano azzannato da uno squalo: trascinato in acqua alta, gli ha aperto la bocca con le mani per liberarsi. Amputata la gamba

Il 20enne di Parma era a pochi metri dalla riva: salvo grazie a un amico. «Ho fatto il video per dirvi addio, non pensavo di sopravvivere»

di Redazione

Coraggio e sangue freddo

La dimostrazione di coraggio e sangue freddo da parte di Matteo è straordinaria. “Era venerdì, erano le 16:30, e avevo appena ricevuto la notizia della morte di mio nonno Giovanni. Sentivo la necessità di rilassarmi, così ho deciso di fare un bagno non lontano dalla riva. Avevo con me una piccola telecamera per riprendere i pesci, ma mentre facevo alcuni passi, ho avvertito un terribile dolore a un piede”, ha raccontato Matteo alla Gazzetta di Parma.

Il giovane si trovava sulla spiaggia 1770, una località ben nota nel Queensland, in circa un metro d’acqua. Suo padre, Michele Mariotti, racconta al Corriere: “Matteo non ha visto arrivare il pescecane, forse uno squalo tigre o uno squalo leuca, comuni in quella zona, che lo ha attaccato da dietro per tre volte. In pochi secondi, lo aveva già trascinato in acque profonde per divorarlo, come fanno con le prede. Lo so perché ho fatto immersioni in varie parti del mondo e mi sono trovato in mezzo agli squali. Matteo è stato forte, freddo e coraggioso: con le mani ha aperto la bocca allo squalo per liberarsi dalla presa alla gamba.”

Il video

Ma la storia non finisce qui. Su un social media c’è anche un video girato da Matteo dopo essersi liberato dalla presa dello squalo. “Ho registrato questo video perché volevo dirvi addio. Non avrei mai pensato di poter sopravvivere a quel mostro”, scrive in un altro post. Nel video, tra urla e richieste di aiuto rivolte al suo amico Tommaso Agosti, istruttore subacqueo rimasto sulla spiaggia, si può vedere l’acqua tingersi di rosso a causa delle ferite provocate dallo squalo. “Ho perso molto sangue e la gamba. Non so se me la taglieranno completamente o resterà a metà, ma ormai non importa. Sono molto stanco e mi fa male la testa.”

 

I soccorsi

Tommaso ha trascinato Matteo a riva, gli ha stretto la gamba ferita per fermare l’emorragia, ha chiamato i soccorsi e, mentre arrivava l’elicottero per portarlo in ospedale dove è stato immediatamente sottoposto a un intervento chirurgico, si è caricato il ragazzo sulle spalle per raggiungere una zona più sicura. Tommaso ha poi inviato un messaggio a papà Michele: “Incidente in acqua. Matteo è vivo. Chiamami.” Il padre racconta: “Gli ho telefonato e mi ha raccontato cosa è accaduto. Domani (oggi per chi legge, ndr) partirò per l’Australia per riabbracciare Matteo e stargli vicino. Sarà operato altre 2-3 volte, forse già venerdì. In Australia sono specializzati in questo tipo di interventi dopo attacchi di pescecani.”

La spiaggia 1770 si trova vicino alla foce di un fiume, e le sue acque, specialmente dopo la pioggia, sono tra le più pericolose, avverte Abc News Australia. Nel tardo pomeriggio, molti squali si avvicinano per cibarsi dei pesci portati dal corso d’acqua.

Studio e lavoro

Matteo è partito per l’Australia il 17 novembre dello scorso anno, ha lavorato in un’azienda agricola di canna da zucchero e angurie per ottenere il permesso di soggiorno. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero a Castelnuovo Monti, aveva l’intenzione di iscriversi all’Università di Brisbane e diventare biologo marino. “A giugno è tornato a Parma, è ripartito il 25 settembre”, dice il padre. “In questi giorni si era preso una vacanza prima di cercare un nuovo lavoro. È sempre stato un amante dello sport e della natura. Ma è vivo, e questo è ciò che conta.”

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