Le nuove stime sull’automazione evidenziano profonde trasformazioni nell’occupazione globale ed europea. In Italia si prevede l’automazione del 18% dei posti entro il 2033.
di Redazione
(EN24) – L’avanzata delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale prosegue nel riscaldare il dibattito sul futuro dell’occupazione globale e sui livelli di stabilità lavorativa. Gli ultimi dati e studi di settore indicano una trasformazione profonda del mercato del lavoro: a livello globale, dal 2023 a oggi si contano oltre 425 mila posti persi a causa dell’automazione e dei processi di riorganizzazione aziendale, con un impatto che in Europa sfiora quota 142 mila impieghi.
Le rilevazioni evidenziano come circa un posto di lavoro su quattro sia potenzialmente esposto agli effetti dell’integrazione degli algoritmi, specialmente nei Paesi ad alto reddito e nelle mansioni a prevalente contenuto digitale o amministrativo. Per quanto riguarda l’Italia, secondo le elaborazioni del Politecnico di Milano, entro il 2033 l’automazione guidata dall’IA potrebbe arrivare a coinvolgere il 18% dei posti equivalenti, interessando una platea di circa 3,8 milioni di lavoratori.
Se da un lato cresce la domanda di figure professionali dotate di competenze nell’uso dei nuovi strumenti, dall’altro si intensificano i richiami delle associazioni e delle istituzioni per una gestione regolata del fenomeno. Al centro dell’attenzione c’è l’esigenza di accelerare sui principi dell’algoretica e sulle tutele previste dal quadro normativo europeo, affinché l’innovazione tecnologica rappresenti uno strumento di supporto alle attività umane e non un fattore di esclusione sociale.

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