«Io al 2%? Voglio il 6, il 10, il 20… ma oggi il mio è solo un simbolo»

A Mendrisio Roberto Vannacci, 57 anni, vicesegretario della Lega ed europarlamentare, ieri all’evento organizzato dall’Udc.

Intervista a Roberto Vannacci: il generale sfida i sondaggi, glissa sul rapporto con i vertici della Lega e annuncia l’incontro con Salvini

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera oggi, 29 gennaio, il generale Roberto Vannacci rompe il silenzio dal “rifugio” di Mendrisio, in Svizzera. Tra un incontro politico e l’altro, il vicesegretario della Lega affronta le speculazioni sul suo futuro politico e sul nuovo simbolo appena depositato, “Futuro nazionale”.

Ecco la sintesi dei passaggi salienti della conversazione.

A Mendrisio, blindato dalla polizia svizzera per il timore di contestazioni, Roberto Vannacci si presenta con il consueto piglio marziale. Nonostante i sondaggi gli attribuiscano già una base solida in caso di un partito personale, il generale punta molto più in alto, non nascondendo ambizioni che vanno ben oltre le cifre attuali.

L’enigma del nuovo simbolo

La domanda centrale riguarda il deposito del simbolo “Futuro nazionale”. È l’atto di nascita di un nuovo partito? Vannacci frena, ma non troppo:

  • La natura del progetto: «A oggi è soltanto un simbolo. Ci pensavo da un po’ di tempo».

  • Il rapporto con la Lega: Alla provocazione su una possibile erosione di voti ai danni del Carroccio, risponde ironico: «La Lega andrebbe al trenta… stiamo facendo fantascienza».

  • L’autonomia da Salvini: Sulla mancata comunicazione al segretario riguardo al simbolo, taglia corto: «Non comunico a Salvini quante volte mi alleno o cosa mangio».

Rapporti tesi nel partito: da Zaia a Fedriga

Il generale ammette apertamente la distanza da alcuni dei volti storici della Lega. Se con Salvini definisce il rapporto «franco, onesto e sincero» (annunciando un incontro a breve), con i governatori e i capigruppo il gelo è evidente:

  • Su Luca Zaia: «Non è il mio benchmark. Non abbiamo avuto modo di conoscerci».

  • Su Fedriga e Romeo: Ammette candidamente di non avere rapporti con loro, così come con gran parte della dirigenza leghista.

Il richiamo alla storia e al “Mondo al contrario”

Interrogato sui suoi miti personali, Vannacci cita Annibale come figura di riferimento sin dall’adolescenza. Un paragone non casuale: «Anche Annibale voleva raddrizzare il mondo perché era un mondo al contrario», afferma, ricollegandosi al titolo del libro che lo ha proiettato nel dibattito pubblico.

Clima di assedio a Mendrisio

L’intervista si svolge in un contesto surreale: l’hotel Coronado è circondato dalle forze dell’ordine per proteggere l’europarlamentare dalle proteste dei militanti socialisti locali, che lo accusano di posizioni “esecrabili”. Lui replica gelido: «Avrei preferito fossero in sala a dialogare, invece stanno fuori sotto la pioggia».

FONTE: CORRIERE DELLA SERA

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