Iran, la proposta di pace a Washington: risarcimenti di guerra e ritiro delle truppe Usa

Alcune persone passano in auto davanti a un cartellone pubblicitario sullo Stretto di Hormuz a Teheran. Majid Asgaripour/WANA

Teheran chiede anche la fine delle sanzioni, lo sblocco dei fondi congelati e la cessazione del blocco marittimo. Trump parla di «buone possibilità» per un’intesa sul nucleare

di Redazione

(EN24) – L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta di pace che prevede, tra i punti centrali, la fine delle ostilità su tutti i fronti, il ritiro delle forze americane dalle aree vicine al Paese e il pagamento di risarcimenti per i danni provocati dalla guerra. A renderlo noto sono stati i media statali iraniani, citati da Reuters.

Secondo quanto riferito dal viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, Teheran chiede inoltre la revoca delle sanzioni, il rilascio dei fondi congelati all’estero e la fine del blocco marittimo statunitense. La nuova proposta, tuttavia, apparirebbe in larga parte simile a una precedente offerta già respinta dal presidente americano Donald Trump.

Trump ha dichiarato di aver sospeso la ripresa degli attacchi contro l’Iran dopo l’invio della proposta a Washington, sostenendo che vi sia ora «una possibilità molto buona» di raggiungere un accordo in grado di limitare il programma nucleare iraniano. Il presidente statunitense ha precisato che gli Stati Uniti sarebbero soddisfatti da un’intesa capace di impedire a Teheran di dotarsi di armi nucleari.

A favorire il rinvio di nuove azioni militari, secondo Trump, sarebbero intervenuti anche i leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che avrebbero chiesto alla Casa Bianca di concedere ulteriore spazio alla diplomazia. Il Pakistan, che nelle ultime settimane ha svolto un ruolo di mediazione tra le parti, ha confermato di aver trasmesso la proposta iraniana agli Stati Uniti.

Sul tavolo restano però numerosi nodi irrisolti. Una fonte iraniana ha sostenuto che Washington avrebbe mostrato una certa apertura sul rilascio di una parte dei fondi iraniani bloccati e sulla possibilità di consentire a Teheran alcune attività nucleari civili sotto supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Gli Stati Uniti, tuttavia, non hanno confermato concessioni di questo tipo e hanno smentito l’ipotesi di una deroga alle sanzioni petrolifere durante i negoziati.

Il cessate il fuoco, entrato in vigore all’inizio di aprile dopo settimane di scontri, resta fragile. Reuters riferisce che il conflitto ha causato migliaia di morti in Iran, mentre il quadro regionale rimane fortemente instabile, con tensioni persistenti anche in Libano e nel Golfo. Nonostante l’offensiva militare, secondo l’agenzia, Teheran conserva ancora capacità missilistiche, droni e una parte significativa del proprio programma nucleare.

La trattativa tra Stati Uniti e Iran si colloca dunque in una fase delicatissima: da un lato la pressione internazionale per riaprire lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico globale; dall’altro il tentativo di trasformare una tregua precaria in un’intesa diplomatica stabile. L’esito resta incerto, ma il confronto appare nuovamente entrato in una fase negoziale.

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