L’allarme dell’imprenditrice della pasta: le ‘tariffe di guerra’ fanno schizzare i prezzi

Una fase della produzione di pasta alla Granodoro

di Giuseppe China

L’azienda sta già pensando alle soluzioni da adottare qualora la guerra dovesse prolungarsi. “In tal caso non resterà che cercare sempre più le compagnie che fanno il periplo dell’Africa, dato che non tutte lo effettuano. Mi faccia aggiungere – prosegue – anche la questione del porto di Dubai, una struttura molto importante per lo smistamento. Penso a un cliente della Siria che riceveva la merce nel Golfo Persico e poi via terra la portava nel suo Paese. Proprio qualche giorno fa l’ho sentito e mi ha chiesto la cortesia di richiamare il container”. Ma c’è anche il Libano “dove le navi, a causa del conflitto con Israele, non vogliono attraccare”. Un quadro al momento non semplice per un’azienda che esporta pasta pugliese “in 180 nazioni del mondo: tra questi, GiapponeSudafricaBrasileGermaniaFrancia e Seychelles. Recentemente ho ricevuto una foto da una cucina di un villaggio dell’arcipelago, dove c’era un nostro pacchetto. Sicuramente una soddisfazione in un contesto geopolitico così difficile“.

Guerra commerciale e dazi

L’arte della diplomazia e la forza di volontà

Be the first to comment on "L’allarme dell’imprenditrice della pasta: le ‘tariffe di guerra’ fanno schizzare i prezzi"

Leave a comment