L’idea di un premio di 70 deputati e 35 senatori, attribuito solo se la coalizione arrivata prima supera il quaranta per cento dei consensi
È stata depositata giovedì 26 febbraio a firma dei capigruppo di maggioranza alla Camera e al Senato una proposta di alcune modifiche all’attuale legge elettorale.
La proposta di stampo proporzionale, partendo dall’attuale Rosatellum, in ossequio ai dettami delle sentenze 1 del 2014 e la 35 del 2017 della Corte Costituzionale – si legge in una nota – prevede «un premio di governabilità» che possa «agevolare sia la stabilità che la rappresentatività». Il premio di 70 deputati e 35 senatori, con nomi presentati sulla scheda nello spazio riservato alla coalizione, è suddiviso su base circoscrizionale alla Camera e regionale al Senato. «Tale premio viene interamente attribuito solo se la coalizione arrivata prima supera il 40 per cento dei consensi. Nel caso in cui non ci sia il raggiungimento di tale soglia, si attiverà una distribuzione proporzionale». Nel caso invece in cui entrambe le coalizioni arrivate prima e seconda siano tra il trentacinque e il quaranta percento la proposta di legge depositata prevede il ballottaggio.
A tutela delle opposizioni, in nessun caso la maggioranza potrà superare il sessanta per cento degli eletti. Ciascuna coalizione, inoltre, dovrà depositare unitamente al programma anche un unico nome da proporre al presidente della Repubblica come incaricato alla presidenza del Consiglio.
Nessuna variazione è prevista per le dimensioni delle attuali circoscrizioni e degli attuali collegi plurinominali e proporzionali, nessuna variazione è prevista nemmeno per l’attuale soglia di accesso del tre per cento.
«Siamo disponibili a un confronto con tutte le forze politiche per proposte migliorative che abbiano la condivisa finalità di garantire la rappresentatività della volontà dell’elettore e la possibilità di dare maggioranze stabili a chiunque vinca le elezioni», commentano i presentatori della legge.
Le opposizioni però sono partite all’attacco. Secondo Elly Schlein, segretaria del Pd, «hanno scritto una legge elettorale per garantire se stessi». «Questa notte c’è stato un vertice tra le forze di maggioranza, speravamo fosse sui salari degli italiani, speravamo che fosse sul calo da più di 30 mesi della produzione industriale. E invece no, il vertice era sulla legge elettorale, cioè sul garantire se stessi».
«Questa accelerazione è il frutto della preoccupazione per l’esito referendario», ha detto ancora Schlein, «la fretta e la paura di perdere non sono buone consigliere».
Dalle indiscrezioni il testo pare «molto distorsivo della rappresentanza». Ha «degli elementi che sarebbero per noi inaccettabili».
fonte: CORRIERE DELLA SERA

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