L’Italia che rialza la testa: il manifesto di Giorgia Meloni al Meeting di Rimini

Dalla standing ovation ai temi caldi: il discorso della premier traccia una rotta precisa per il Paese, tra politica estera, famiglia e riforme

di Salvatore Stano

RIMINI (EN24) – Una standing ovation lunga e sentita. È così che l’auditorium del Meeting di Rimini ha accolto Giorgia Meloni al suo esordio. L’applauso dei 5.000 presenti, e delle oltre 1.000 persone radunate all’esterno, ha sottolineato le parole del presidente Bernhard Scholz:Anche chi non condivide le sue opinioni politiche deve darle atto che sta rappresentando il nostro Paese con grande coraggio e senso di responsabilità“. Un riconoscimento che la premier ha accolto con visibile commozione, prima di prendere la parola per un discorso che ha toccato i temi più cruciali del suo mandato, delineando un vero e proprio manifesto politico.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Fondazione Meeting Bernhard Scholz

Una nuova posizione su Gaza e Israele

Meloni ha sorpreso con parole chiare e inequivocabili sul conflitto in Medio Oriente. Dopo aver ribadito il pieno sostegno al diritto di Israele a esistere e difendersi, ha condannato senza mezzi termini la reazione sproporzionata che ha causato vittime innocenti a Gaza. “Non possiamo tacere oggi di fronte a una reazione che è andata oltre il principio di proporzionalità“, ha affermato, chiedendo a Israele di fermare gli attacchi e permettere l’ingresso di aiuti umanitari. Un appello che ha voluto distinguere il pragmatismo italiano dagli slogan di altre nazioni, sottolineando l’impegno concreto dell’Italia nel salvare vite umane. La premier ha anche condannato l’uccisione dei giornalisti, definendola “un inaccettabile attacco alla libertà di stampa”.

Famiglia, riforme e attacco alla magistratura

L’impegno per la famiglia e la lotta al calo demografico sono stati al centro dell’intervento. Meloni ha annunciato un “grande piano casa” a prezzi calmierati per le giovani coppie, un’iniziativa che mira a sostenere la natalità. Non sono mancate parole dure contro la pratica dell’utero in affitto, definita “niente di moderno“, una posizione accolta da scroscianti applausi.

Un doppio affondo è stato riservato alla magistratura. Sul fronte delle riforme istituzionali, in particolare sulla separazione delle carriere, la premier ha criticato l'”invasione di campo di una minoranza di giudici politicizzata”. Ma è stato sull’immigrazione che il tono si è fatto ancora più duro: “Non c’è giudice, politico o burocrate che possa impedirci di fare rispettare la legge dello Stato italiano”, ha tuonato, respingendo al mittente ogni tentativo di ostacolare le politiche di gestione dei flussi.

Il discorso si è concluso con un forte messaggio sulle tossicodipendenze, con la frase “La droga fa schifo!”, a cui è seguita la conferma di una visita a sorpresa alla vicina comunità di San Patrignano, a testimonianza di un impegno concreto su un tema sociale fondamentale. La capacità di affrontare temi complessi con decisione, unita a un riconoscimento internazionale che unisce e non divide, ha confermato la statura politica di Giorgia Meloni e ha cementato il suo ruolo come voce autorevole per l’Italia nel mondo.

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