Locorotondo, rubano le ostie in chiesa. Il vescovo Intini aspetta tre giorni e poi va su tutte le furie: «Cari ladri, vi denuncio»

Giovanni Intini, vescovo di Brindisi-Ostuni

Il furto avvenuto nella Chiesa Madre. L’ira del prelato che confidava nella restituzione delle “particole”: «Gesto di profanazione che ci amareggia»

di Erika Cuscito

Non è bastato aver fiducia nei confronti dei ladri che giovedì 1 febbraio si sono introdotti nella Chiesa Madre di Locorotondo, rubando la teca con le ostie consacrate per la comunione dei fedeli, chiamate “particole”. Dopo aver aspettato qualche giorno confidando in un gesto di “redenzione”, il vescovo di Brindisi-Ostunimonsignor Giovanni Intini ha dato la notizia del furto in chiesa, definendolo «un gesto di profanazione che amareggia tutti noi che conosciamo bene il valore sacro e prezioso dell’eucarestia».

Il parroco don Stefano negli uffici della polizia

L’accaduto è già stato denunciato alla polizia locale dal parroco don Stefano Bruno, come spiega il monsignore nella lettera inviata ai fedeli dopo la triste scoperta. Se da un lato monsignor Intini ricorda che un gesto come questo prevede la scomunica latae sententiae, dall’altra parte c’è un invito alla preghiera dei fedeli, «per chi, consapevolmente o inconsapevolmente, si è reso autore di questo furto, perché il Signore, nella sua bontà misericordiosa, tocchi con la grazia il suo cuore o lo apra a orizzonti di conversione».

Questo gesto ha spinto anche ad una presa di coscienza sulla necessità di una vigilanza maggiore, accompagnata da una «adeguata riflessione, senza escludere una lettura del disagio esistenziale che attraversa tante persone, soprattutto i nostri giovani» si legge ancora nella lettera. La missiva si conclude con un invito alla preghiera da parte delle comunità locali, nella speranza che fatti simili possano non accadere più.

 

fonte: Corriere del Mezzogiorno

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