Mamma romana a processo, le fu strappato il figlio e il suo è tra i 36 ‘casi esemplari di violenza istituzionale’

Continua a Treviso il processo per ‘sottrazione di minore’ che vede imputata una giovane madre romana, Laura R. madre del minorenne M.

ROMA – “Donne punite perché si ribellano alla vittimizzazione secondaria. Continua a Treviso il processo per ‘sottrazione di minore’ che vede imputata una giovane madre romana, Laura R. madre del minorenne M. Dopo una violenta lite per strada in presenza di testimoni oculari – da sempre indicati dalla donna ma mai ascoltati dalla Procura della Repubblica di Treviso – Laura decide di separarsi nel 2014. La sua vicenda rientra nei 36 ‘casi esemplari di violenza istituzionale’ indicati dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul Femminicidio, tra i 1.500 fascicoli analizzati nella precedente legislatura”. Lo denuncia in un comunicato Emanuela Natoli, presidente di MovimentiAMOci Vicenza.

A Laura nel 2021 viene strappato suo figlio con un prelievo coatto per sottoporlo prima a un cosiddetto reset psicologico, un trattamento utile a riallinearlo e poi collocarlo presso l’abitazione paterna. Mai il bambino era stato ascoltato. Mai- ricorda l’associazione in una nota stampa- era stata presa in considerazione la sua patologia ed il rischio di un aggravamento in conseguenza del trauma subito a motivo del prelievo coatto. Oggi Laura, che da anni non può vedere suo figlio, rischia di essere condannata per sottrazione di minore perché, dopo la separazione, fu costretta a stabilirsi a Roma con il bambino. Il trasferimento, necessitato da ragioni di salute, venne in seguito avallato dal Tribunale per i Minori di Venezia nel 2019, stabilendo che il supremo interesse del minore fosse quello di non allontanarlo dalla madre. Tuttavia inaspettatamente il Tribunale penale monocratico di Treviso, nonostante Laura e il bambino fossero residenti a Roma insieme ai nonni materni, la condannerà per sottrazione. L’udienza conclusiva del processo è stata fissata per il giorno 18 gennaio 2023 alle 15. Rigettata anche la richiesta del difensore della donna di ammettere ex art. 507 c.p.p. un necessario testimone per la difesa. Denunciata per 574cp (sottrazione di minore) e 388 (violazione del provvedimento del giudice)”.

L’associazione “chiede a tutte le donne, cittadine, giornaliste, alle donne delle Istituzioni, alle donne dei Centri antiviolenza ed alle Associazioni di stare accanto a Laura R. il prossimo 18 gennaio. Accanto a Laura ci saranno l’on. Orietta Vanin ed Emanuela Natoli presidente Associazione MovimentiAMOci con il supporto e l’adesione di Femminicidio in Vita, Gruppo MaternaMente, Maison Antigone, Associazione Aurea Caritate, Associazione Minori Diritti(Delfina Unno Pastalunghi, Umberto Baccolo), Associazione Culturale Pandora, NUOVA Società Futura, Il Laboratorio del Possibile APS, Mo.D.D. Movimento Donne ,Laboratorio Donnae (Pina Nuzzo),Resistenza Femminista ,La Ragna Tela Catania, Associazione La Città Felice (@Anna di Salvo), Alessandra Lo Baido Movimento per i Diritti delle Donne APS. Chiediamo alle parlamentari di abbracciare questa causa perché questa è una battaglia per fermare la violenza istituzionale sulle madri. Donne a cui viene negata la possibilità di riabbracciare i loro figli nonostante non abbiano mai costituito un pericolo per essi“, conclude la nota stampa.

 

fonte: Agenzia DIRE www.dire.it

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