Circolare dei ministri per la sicurezza negli istituti: La Spezia pronta a partire dopo l’omicidio all’Einaudi-Chiodo, ma tra i prof scoppia la protesta
di Redazione
Il governo ha dato il via libera formale all’introduzione dei metal detector nelle scuole italiane attraverso una circolare firmata dai ministri dell’Interno (Piantedosi) e dell’Istruzione (Valditara). La misura giunge in risposta a gravi fatti di cronaca, primo fra tutti l’accoltellamento mortale del diciottenne Aba Youssef avvenuto all’istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia.
La procedura: chi decide e chi controlla
Secondo la nuova direttiva, l’installazione dei dispositivi di rilevamento metalli non sarà automatica per tutti gli istituti, ma seguirà un iter preciso:
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Richiesta del Dirigente: L’impiego dei metal detector (portatili o fissi) può avvenire solo su esplicita richiesta del preside dell’istituto interessato.
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Analisi della Prefettura: La decisione finale spetta ai Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, che valuteranno il livello di criticità della scuola (episodi di bullismo, spaccio o violenza).
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Esecuzione professionale: I controlli saranno affidati esclusivamente a operatori di pubblica sicurezza. Il personale scolastico non potrà in alcun modo partecipare alle operazioni di scansione.
La Spezia: il caso pilota
La città di La Spezia si candida a essere la prima in Italia a rendere operativa la misura. La preside dell’Einaudi-Chiodo, Gessica Caniparoli, ha già formalizzato la richiesta al prefetto Andrea Cantadori. L’obiettivo è prevenire l’ingresso di coltelli o armi da fuoco, trasformando temporaneamente la scuola in una “zona monitorata” nell’ambito dei piani di controllo del territorio.
Il dissenso dei docenti
Nonostante l’accelerazione istituzionale, all’interno del corpo docente cresce il malcontento. Molti insegnanti criticano duramente la scelta, definendola una “misura fuori luogo” che rischia di snaturare la funzione educativa della scuola.
“È una scelta che appare condizionata dalla sensibilità politica della preside”, lamentano alcuni docenti protetti dall’anonimato.
A pesare sul clima già teso è anche il silenzio imposto dalla dirigenza scolastica, che ha vietato ai professori di parlare con la stampa pena sanzioni disciplinari, alimentando un senso di isolamento tra chi quotidianamente lavora con i ragazzi.
In sintesi: i tre livelli di intervento previsti dalla circolare
| Azione | Destinatari | Obiettivo |
| Vigilanza coordinata | Istituti con criticità esterne | Contrasto a spaccio e bullismo |
| Controlli mirati | Scuole segnalate per atti violenti | Prevenzione reati gravi |
| Metal detector | Su richiesta specifica dei presidi | Intercettazione di armi e coltelli |

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