Sotto la lente due poliziotti e quattro operatori del 118: l’inchiesta dovrà chiarire le cause del decesso durante l’intervento al Pilastro
di Redazione
(EN24) – La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un intervento delle forze dell’ordine nel quartiere Pilastro. Nel nuovo registro previsto dalla normativa introdotta con il decreto Sicurezza sono stati iscritti due agenti di polizia e quattro operatori sanitari del 118, coinvolti nelle diverse fasi dell’intervento. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo, un passaggio tecnico necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti investigativi.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli agenti erano intervenuti dopo alcune segnalazioni relative a un uomo in forte stato di agitazione. Durante le operazioni di contenimento sarebbe stato utilizzato anche lo spray al peperoncino, mentre il personale sanitario è intervenuto successivamente per prestare soccorso. La Procura ha acquisito sia il video realizzato da un residente, diffuso nelle scorse ore sui social, sia le immagini registrate dalle bodycam in dotazione ai poliziotti.
Gli investigatori hanno precisato che le verifiche riguarderanno l’intero sviluppo dei fatti e non soltanto le immagini circolate online. Per chiarire con precisione le cause del decesso sarà disposta un’autopsia affidata a un collegio di medici legali, chiamati a valutare tutti gli elementi emersi durante l’intervento.
La vicenda ha suscitato un forte dibattito pubblico e una manifestazione è stata organizzata a Bologna per chiedere piena verità sull’accaduto. Anche il sindaco Matteo Lepore ha sollecitato un rapido accertamento dei fatti, mentre i familiari della vittima chiedono che vengano chiarite tutte le responsabilità. L’inchiesta dovrà ora stabilire se le modalità dell’intervento abbiano avuto un ruolo nella morte del 42enne o se il decesso sia stato determinato da altri fattori.

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