Morte di Ylenia Musella, il fratello 3 ore davanti al gip: “Non volevo ucciderla”

Ylenia e Giuseppe Musella

Nell’udienza di convalida del fermo per omicidio volontario aggravato, Giuseppe Musella ha ammesso il lancio del coltello ma non l’intenzione omicida. Gli avvocati: “C’è una testimone”

Èdurata più di tre ore l’udienza di convalida del fermo di Giuseppe Musella, il 25enne che ha ucciso la sorella Ylenia di 22 anni nel rione Conocal a Ponticelli, quartiere di Napoli Est. Il gip si è riservato la decisione.

Musella, reo confesso, ha risposto raccontando quanto già detto dopo essersi costituito e dando ulteriori chiarimenti.
Il venticinquenne ha confermato di aver lanciato il coltello da alcuni metri di distanza dalla sorella, senza intenzione di ucciderla, e ha chiarito di non averla scaricata ma accompagnata con altre persone al pronto soccorso, dove avrebbe anche parlato con un’infermiera, prima di essere allontanato.

Èdurata più di tre ore l’udienza di convalida del fermo di Giuseppe Musella, il 25enne che ha ucciso la sorella Ylenia di 22 anni nel rione Conocal a Ponticelli, quartiere di Napoli Est. Il gip si è riservato la decisione.

Musella, reo confesso, ha risposto raccontando quanto già detto dopo essersi costituito e dando ulteriori chiarimenti.
Il venticinquenne ha confermato di aver lanciato il coltello da alcuni metri di distanza dalla sorella, senza intenzione di ucciderla, e ha chiarito di non averla scaricata ma accompagnata con altre persone al pronto soccorso, dove avrebbe anche parlato con un’infermiera, prima di essere allontanato.

La causa scatenante: “La pipì del cane”

Giuseppe Musella al gip ha raccontato di una lite con la sorella durante la quale sono arrivati anche alle mani; la causa scatenante sarebbe stata la pipì del cane che la ragazza avrebbe raccolto con un panno e poi strizzato sul letto del fratello, che il 3 febbraio era a casa malato.

Secondo il racconto dell’omicida, Ylenia è poi andata fuori casa ma mentre il venticinquenne era nel bagno, ha sentito il cane guaire. Comprendendo che la sorella stava colpendo l’animale, è uscito in strada e vedendo il cane e una macchia di sangue ha lanciato il coltello nella sua direzione.

“Stavo inc… nero, stava lontano che non pensavo che l’avrei mai presa”, avrebbe detto al giudice per le indagini preliminari. Poi, quando Musella si è reso conto che il coltello aveva colpito la sorella, il venticinquenne si sarebbe rivolto alla madre dicendo in dialetto “Uh Maro’, l’agg cogliuta” (“Oh, madonna, l’ho presa”).

La ragazza sarebbe stata soccorsa e accompagnata da sei persone a bordo di due macchine, all’ospedale Villa Betania. In diversi momenti dell’interrogatorio il venticinquenne ha avuto crisi di pianto, smentendo la volontà di uccidere la sorella. Dall’autopsia sul corpo della vittima potrebbero emergere risposte sulla dinamica dell’omicidio.

Il legale del fratello: “C’è un testimone oculare”C’era una terza persona, un testimone, nella casa del rione Conocal di Napoli il giorno della morte di Ylenia. A rivelarlo è l’avvocato Leopoldo Perone, che con il collega Andrea Fabbozzo ha assistito il 28enne all’udienza di convalida del fermo per omicidio volontario aggravato.

La ricostruzione riferita al gip

Giuseppe, secondo quanto riferisce il legale, ha ripercorso quello che è successo quel pomeriggio e a cui avrebbe assistito una persona che li aiuta nelle faccende di casa. Con la sorella ha avuto un primo screzio perché lui voleva riposare e Ylenia, che era al telefono, lo infastidiva. Solo una piccola schermaglia.

C’è ora attesa per la decisione della giudice Maria Rosaria Aufieri circa il provvedimento di fermo e la misura cautelare che intenderà adottare.

 

 

fonte: RAI NEWS

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