Operatori morti sul campo, 98 infermieri vittime del Covid

SEDE DELL'INAIL PRESSO IL QUARTIERE EUR DI ROMA

I dati Inail: ben 28mila denunce di infortuni da contagio. Ma sono solo il 40% del totale

L’Inal ha reso noto i dati su questi mesi di pandemia. L’Inail ha già ricevuto oltre 28mila denunce di infortuni per contagio da Covid 19 con 98 casi mortali.

QUASI LA METÀ DEGLI INFORTUNI da contagio (45,7%) riguarda infermieri e altri tecnici della salute, seguiti da operatori socio-sanitari (18,9%), medici (14,2%) e operatori socio-assistenziali (6,2%). Il 67,8% delle 28mila denunce di infortunio arriva dalle quattro regioni più colpite dal Covid19: la Lombardia è la prima per denunce con il 35,1%, seguita dal Piemonte con il 13,4%. L’Emilia Romagna è terza con il 10,1% mentre il Veneto segue con il 9,2%.

I CASI MORTALI DA CONTAGIO sono stati 52 a marzo e 46 ad aprile, con dati conteggiati fino al 21 – mentre la Federazione degli Ordini sanitari medici stima in 150 i medici e 40 gli infermieri per un totale di 190.
I sindacati in queste settimane hanno però spesso contestato a Inail la difficoltà di far rientrare i casi di Covid19 in infortuni sul lavoro. Nel complesso i 98 casi di morti denunciati sono però solo il 40% del totale dei decessi sul lavoro denunciati nel periodo preso in esame.

L’INAIL RICORDA COMUNQUE che questi dati sono provvisori e il loro confronto con quelli rilevati dall’Istituto superiore di sanità «richiede cautela». La platea Inail – spiega l’istituto – si riferisce solo ai lavoratori assicurati e non comprende quindi, ad esempio i medici di base, i medici liberi professionisti e i farmacisti.
«I nostri dati – spiega il presidente dell’Inail Franco Bettoni – confermano la maggiore esposizione al rischio del personale sanitario, al quale l’Istituto riconosce la presunzione semplice di origine professionale dell’infezione».

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