Nel giorno della 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, il Pontefice richiama giornalisti e comunicatori alla responsabilità. Al centro il tema “Custodire voci e volti umani” e l’attenzione ai rischi di frodi, deepfake e distorsioni digitali
Città del Vaticano, 17 maggio 2026 – In un tempo segnato dall’espansione dell’intelligenza artificiale e da una trasformazione sempre più rapida degli strumenti digitali, Papa Leone XIV richiama l’urgenza di una comunicazione autentica, rispettosa della persona e saldamente ancorata alla verità. Lo ha fatto al termine del Regina Caeli, in occasione della 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, celebrata quest’anno sul tema “Custodire voci e volti umani”.
Affacciandosi dalla finestra del Palazzo Apostolico, il Pontefice ha rivolto un appello che si inserisce nel cuore delle sfide contemporanee: «In quest’epoca dell’intelligenza artificiale incoraggio tutti a impegnarsi nel promuovere forme di comunicazione sempre rispettose della verità dell’uomo, alla quale orientare ogni innovazione tecnologica». Un messaggio che non rifiuta il progresso, ma chiede che esso venga guidato da criteri etici, umani e responsabili.
La ricorrenza odierna, istituita sessant’anni fa su impulso del Concilio Vaticano II, nasce proprio con l’obiettivo di riflettere sul ruolo dei mezzi di comunicazione nella società e nella vita delle persone. Oggi, osserva il Papa, questa riflessione assume un significato ancora più forte, perché l’ecosistema informativo è attraversato da opportunità straordinarie ma anche da insidie inedite.
Il tema scelto per il 2026, “Custodire voci e volti umani”, era già stato approfondito nel messaggio pontificio diffuso il 24 gennaio. In quel testo, Leone XIV aveva messo in guardia dai pericoli legati a frodi digitali, cyberbullismo, deepfake, chatbot ingannevoli e contenuti capaci di costruire “realtà parallele”, sottolineando la necessità di salvaguardare l’identità umana dentro un ambiente tecnologico sempre più pervasivo.
Il Papa invita dunque a non considerare la comunicazione come un semplice trasferimento di informazioni, ma come un atto che coinvolge la dignità della persona. Comunicare, nella visione espressa dal Pontefice, significa non cancellare i volti, non manipolare le voci, non sostituire la relazione con l’artificio. È una responsabilità che riguarda i professionisti dell’informazione, ma anche ogni utente delle piattaforme digitali, chiamato a contribuire alla costruzione di uno spazio pubblico più affidabile e meno esposto alla disinformazione.
Non a caso, proprio per affrontare in modo organico le questioni poste dall’intelligenza artificiale, la Santa Sede ha approvato l’istituzione di una Commissione interdicasteriale dedicata al tema. L’organismo riunirà rappresentanti di diversi Dicasteri e Pontificie Accademie, con il compito di favorire il confronto interno, condividere attività e progetti riguardanti l’IA e promuovere un approccio coerente con la missione della Chiesa.
Il richiamo di Leone XIV si colloca in una fase storica in cui la tecnologia è sempre più capace di produrre testi, immagini e voci indistinguibili da quelle reali. Da qui l’insistenza del Pontefice sulla necessità di orientare ogni innovazione verso il bene della persona, evitando che l’efficienza tecnica prevalga sulla verità, sulla libertà e sulla responsabilità.
La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali diventa così non soltanto un appuntamento ecclesiale, ma anche un’occasione di riflessione civile e culturale. In un mondo in cui le tecnologie possono ampliare la conoscenza ma anche alterare la percezione del reale, il Papa rilancia una bussola chiara: la comunicazione deve restare umana, riconoscibile, leale.
Il messaggio odierno di Leone XIV, dunque, non è un invito alla diffidenza verso il nuovo, bensì a un discernimento più maturo. L’intelligenza artificiale, suggerisce il Pontefice, può essere uno strumento utile, ma non può diventare il criterio ultimo con cui leggere il mondo. Al centro devono restare la persona, la verità e la capacità di costruire relazioni autentiche.

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