Portare gioia tra bimbi e anziani colpiti dalla pandemia

Il cardinale Turkson per l’XI Giornata mondiale del circo

Riportare «appena possibile» gli spettacoli «nei luoghi dove bambini e anziani soffrono», perché «nonni e nipoti, che sono gli spettatori più frequenti sotto il tendone, hanno pagato un prezzo altissimo e hanno sete, quanto i circensi, di un’esplosione di gioia pura». È quanto auspica il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson — pensando anche a quanti «con tanta cura si occupano della salute» della gente, bisognosi essi stessi «del balsamo della risata» — in occasione dell’ xi Giornata mondiale del circo, che si celebra oggi.

Nella circostanza, che ricorre tradizionalmente il terzo sabato di aprile, sotto l’alto patrocinio della principessa Stéphanie di Monaco, il prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale (Dssui), incaricato della pastorale di accompagnamento agli itineranti e ai circensi, ha indirizzato un messaggio a Urs Pilz, presidente della Fédération mondiale du Cirque (Fmc), con sede a Monte Carlo. Esprimendo vicinanza questi veri “artigiani della festa” come li ha definiti Papa Francesco, il porporato si dice consapevole del fatto che il «protrarsi della situazione di emergenza e delle misure contro gli assembramenti» per arginare i contagi da covid-19 abbiano «minacciato l’esistenza dell’industria circense e delle sue imprese, spesso a conduzione famigliare, che hanno dovuto indebitarsi».

Da qui la richiesta — allo scopo di salvaguardare «quest’arte, che ha più di 250 anni e regala gioia a grandi e bambini» — di «un sostegno, da parte dell’Unione europea» e dei singoli Stati, per «proteggere i più deboli» e «i settori più vulnerabili dell’economia». In proposito il cardinale ricorda le istanze presentate dal parlamentare europeo István Ujhelyi, ambasciatore onorario della Fmc — insieme allo stesso Pilz e al direttore dell’European circus association Helmut Grosscurth — alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e alla commissaria europea per l’Educazione e la cultura Mariya Gabriel, per far conoscere «la tragica situazione delle compagnie di circensi», che nel vecchio continente «danno lavoro a decine di migliaia di artisti e ospitano migliaia di animali».

Del resto, prosegue il porporato citando la storica meditazione del Papa il 27 marzo 2020 nel momento straordinario di preghiera in piazza San Pietro, «la pandemia ci ha ricordato che ci troviamo “sulla stessa barca… chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda”». Perciò, scrive ancora , «per far sì che la sofferenza acquisisca un senso e ci aiuti a preparare un futuro foriero di un cambiamento generativo, il Papa esorta a viverla come ha fatto il Buon Samaritano» e a «costruire rapporti veri e nuovi».

Poiché per volontà del Pontefice il Dssui è responsabile della Commissione vaticana covid-19 impegnata nell’ascolto e nel sostegno delle Chiese particolari, il prefetto rilancia le testimonianze degli ordinari locali relative ai disagi fisici e psicologici provocati dalla pandemia, alle crisi esistenti che si sono acuite a motivo delle misure drastiche che è stato necessario prendere per salvare i più fragili, allo stress lavorativo di quanti sono stati e continuano a essere in prima linea nella lotta contro il coronavirus: «Sono ferite che sarà lungo e complesso rimarginare, ma siamo chiamati a farlo tutti insieme» commenta, elencando i tanti «piccoli e grandi gesti spontanei e organizzati» per versare «il balsamo della carità su queste piaghe» da parte di parrocchie e diocesi, attraverso le Caritas e gli altri organismi caritativi cattolici. Come nel caso dell’Italia, in cui sono intervenute anche la Protezione civile e la Coldiretti, oltre che privati cittadini, amministrazioni locali e intere municipalità.

Infine il porporato rievoca un video diffuso su Youtube da Ujhelyi che illustrando le sofferenze dei circensi, ribadisce “l’eccoci!” degli artisti, pronti a tornare a dipingere sorrisi e allegria sui volti di bambini e adulti . «È lo stesso “eccoci!” — chiarisce Turkson — del Rony Roller Circus che mi ha accompagnato all’Ospedale Bambino Gesù il 17 gennaio 2020», in una «festa della vita sul dolore, soprattutto quello che colpisce i piccoli».

Il messaggio si conclude con una richiesta: «Ci piacerebbe portare al Santo Padre — spiega il prefetto — un segno tangibile» dei «miracoli di gioia che saprete compiere ove potrete realizzare spettacoli» inviando fotografie o brevi filmati al Dssui per posta (Palazzo San Calisto v – 00120 Città del Vaticano) o per e-mail (a.silvi@humandevelopment.va).

 

fonte: L’Osservatore Romano

Be the first to comment on "Portare gioia tra bimbi e anziani colpiti dalla pandemia"

Leave a comment