Provincia di Taranto, Mancarelli capo di Gabinetto. Fratelli d’Italia attacca: “Nomina offensiva”

L’ex presidente di Kyma Ambiente entra nello staff del presidente Gianfranco Palmisano con un incarico annuale e retribuito. Annita Lavecchia, presidente del Circolo “Radici” di FdI, chiede chiarimenti pubblici anche al sindaco di Taranto Piero Bitetti: “Basta ricollocamenti nelle stanze del potere”.

di Redazione

TARANTO (EN24) – Giampiero Mancarelli è il nuovo capo di Gabinetto del presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano. La firma del contratto, secondo quanto riportato dal Quotidiano di Puglia, è arrivata ieri e l’incarico decorre da oggi. La determinazione è stata firmata dal responsabile del Servizio finanziario dell’ente, Roberto Carucci.

Mancarelli, già presidente di Kyma Ambiente ed ex numero uno di Amiu, viene inquadrato nell’area dei Funzionari e dell’elevata qualificazione. La nomina arriva a seguito dell’avviso pubblico del 2 febbraio 2026 e riguarda un incarico della durata di un anno, a titolo oneroso.

La scelta, però, ha subito acceso lo scontro politico. Annita Lavecchia, presidente del Circolo “Radici” di Fratelli d’Italia, contesta duramente la decisione e punta il dito contro quella che definisce una logica di ricollocamento interna all’area del Partito Democratico.

«Un incarico di un anno, a titolo oneroso. È da qui che bisogna partire», dichiara Lavecchia. Per l’esponente di Fratelli d’Italia, la nomina di Mancarelli rappresenta un passaggio politicamente rilevante non solo per il ruolo assegnato, ma anche per il profilo dell’incaricato. Lavecchia richiama infatti la precedente esperienza alla guida di Kyma Ambiente, che giudica segnata da “criticità, polemiche e risultati ben lontani dalle aspettative”.

Il nuovo capo di Gabinetto della Provincia ha alle spalle anche un lungo percorso politico nel centrosinistra ionico. In passato è stato segretario provinciale del Partito Democratico della Terra Jonica. Dopo l’espulsione dal partito nel febbraio 2024, legata a contrasti sulla linea politica locale, negli ultimi mesi si sarebbe registrato un riavvicinamento all’area dem. Il quotidiano sottolinea anche il suo sostegno al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.

È proprio questo intreccio tra incarichi amministrativi e percorsi politici a finire nel mirino di Fratelli d’Italia. «È questa la filiera del potere del Partito Democratico: chi fallisce non paga, ma viene ricollocato», afferma Lavecchia, definendo la nomina “inopportuna” e “offensiva”.

Secondo la presidente del Circolo “Radici”, la decisione sarebbe offensiva per i lavoratori che ogni giorno garantiscono i servizi pubblici, per i cittadini che chiedono trasparenza e competenza e per un territorio che, a suo giudizio, meriterebbe scelte fondate sul merito e non su logiche di appartenenza.

Lavecchia chiama in causa direttamente il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano, ma anche il sindaco di Taranto Piero Bitetti, chiedendo spiegazioni pubbliche. «Condivide questo metodo? Ritiene davvero che questa sia la risposta che i cittadini aspettano?», domanda l’esponente di Fratelli d’Italia.

La vicenda, dunque, non resta confinata alla sola dimensione amministrativa. La nomina di Mancarelli diventa un caso politico che riapre il confronto sul rapporto tra incarichi pubblici, responsabilità gestionali e percorsi di partito. Per Fratelli d’Italia, Taranto e la sua provincia non possono continuare a essere, come sostiene Lavecchia, “terreno di riciclo per esperienze amministrative fallimentari”.

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