Rai, richiamo a Ranucci dopo le parole su Nordio: il caso diventa politico

L’azienda contesta al conduttore di Report la diffusione di una notizia non verificata durante un intervento a È sempre Cartabianca. La Vigilanza chiede chiarimenti e denuncia un provvedimento dal peso politico.

di Redazione

La Rai ha inviato una lettera di richiamo a Sigfrido Ranucci per le dichiarazioni rese dal giornalista durante l’ultima puntata di È sempre Cartabianca, il programma di Bianca Berlinguer in onda su Rete4. Al centro della contestazione ci sono alcune affermazioni sul ministro della Giustizia Carlo Nordio, formulate nell’ambito della vicenda legata alla grazia concessa a Nicole Minetti. Secondo quanto riportato, l’azienda ritiene che il conduttore di Report abbia dato spazio a una notizia non ancora verificata, circostanza che lo stesso Ranucci avrebbe riconosciuto nel corso dell’intervento.

Il punto non riguarda soltanto il merito della notizia, ma anche il ruolo di un giornalista del servizio pubblico quando interviene fuori dai programmi Rai. L’azienda avrebbe infatti ricordato che i propri dipendenti sono tenuti al rispetto dei principi del servizio pubblico anche in contesti esterni, soprattutto quando partecipano a trasmissioni di emittenti concorrenti. A Ranucci sarebbe stato contestato anche il fatto che l’autorizzazione alla presenza televisiva fosse legata alla promozione del suo libro, non a un confronto su temi di attualità politica.

La Rai ha inoltre chiarito che, qualora Nordio decidesse di procedere per vie legali, non garantirebbe automaticamente tutela al giornalista. Una posizione significativa, perché distingue questo episodio dalle inchieste realizzate all’interno di Report, per le quali l’azienda offre normalmente copertura nell’ambito dell’attività editoriale del programma.

Il caso ha immediatamente assunto una dimensione politica. Barbara Floridia, presidente della commissione di Vigilanza Rai, ha definito il richiamo un atto grave e ha annunciato l’intenzione di chiedere chiarimenti all’azienda. Secondo Floridia, l’attenzione nei confronti di Ranucci e di Report rivelerebbe un clima di pressione incompatibile con la funzione del servizio pubblico.

Ranucci, da parte sua, ha rivendicato il valore della libertà di informazione e si è detto pronto ad affrontare eventuali conseguenze giudiziarie. Il nodo resta però più ampio della singola frase pronunciata in televisione: riguarda il confine tra diritto di cronaca, verifica delle fonti, autonomia giornalistica e responsabilità di chi lavora per la Rai.

La vicenda si inserisce così in un terreno già molto sensibile: quello del rapporto tra servizio pubblico, giornalismo d’inchiesta e potere politico. Da un lato c’è l’esigenza di evitare la circolazione di informazioni non sufficientemente riscontrate, soprattutto quando coinvolgono figure istituzionali. Dall’altro c’è il timore, sollevato dalle opposizioni, che il richiamo possa trasformarsi in un segnale di pressione verso una trasmissione spesso al centro di scontri politici. In questo equilibrio fragile si giocherà ora la prossima fase del caso Ranucci.

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