Referendum Giustizia: a Taranto la Camera Penale lancia la sfida per il “Sì” alla separazione delle carriere

Avvocatura e società civile a confronto per dare piena attuazione al giusto processo e alla terzietà del giudice prevista dall’articolo 111 della Costituzione.

di Redazione

TARANTO – Non è solo una battaglia di categoria, ma una questione di civiltà giuridica che tocca da vicino ogni cittadino. Con questo spirito la Camera Penale di Taranto ha ufficialmente inaugurato la campagna referendaria per il Sì alla separazione delle carriere, chiamando a raccolta la cittadinanza in un evento che ha visto una partecipazione numerosa e qualificata.

L’iniziativa, organizzata con il supporto del Comitato Giuliano Vassalli e dell’associazione Polo Sud, ha trasformato il dibattito tecnico in un manifesto politico e sociale per una riforma giudiziaria non più rimandabile.

Un fronte compatto per l’Articolo 111

La serata, moderata con equilibrio dal Past President della Camera Penale, l’Avv. Gianluca Mongelli, ha visto alternarsi voci autorevoli del panorama giuridico e istituzionale. Il Presidente della Camera Penale ionica, l’Avv. Vincenzo Vozza, e il Presidente dell’Ordine degli Avvocati, l’Avv. Vincenzo Di Maggio, hanno ribadito come la riforma sia l’unico strumento per dare sostanza al dettato dell’Art. 111 della Costituzione.

Secondo i relatori, la “reale terzietà” del giudice non può prescindere da una distinzione netta tra chi accusa e chi giudica. Un concetto ripreso con forza anche da Alfredo Venturini (referente nazionale Comitato Vassalli) e dall’On. Carmelo Patarino (Polo Sud), i quali hanno evidenziato come l’attuale sistema soffra di una contiguità che rischia di minare l’imparzialità del giudizio.

Nel corso del dibattito sono state inoltre analizzate e smontate le principali “fake news” che alimentano il fronte del No, dimostrando come l’indipendenza della magistratura non venga affatto intaccata, bensì rafforzata da una maggiore chiarezza di ruoli. A concludere la serie di contributi è stato l’On. Dario Iaia, socio storico della Camera Penale, che ha portato la sua visione politica e tecnica a sostegno di una riforma definita “una garanzia di libertà per tutti”.

Intervistato a margine dell’evento, l’Avv. Gianluca Mongelli ha rilasciato una dichiarazione che sintetizza il cuore della mobilitazione: «La scelta del SI riguarda tutti i cittadini italiani ed il loro diritto di essere giudicati da un giudice veramente terzo rispetto ad accusa e difesa. La riforma garantisce ed aumenta l’indipendenza della magistratura, eliminando le distorsioni delle correnti interne al CSM. Basta con i casi ‘Garlasco’, basta con un arbitro che fa parte di una delle due squadre! La separazione delle carriere garantisce la terzietà del giudice, l’autonomia dei due CSM e la specializzazione del pubblico ministero. Diciamo SI al giusto processo.»

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