Le fiamme hanno devastato parte del Viva Wyndham Dominicus Beach. La Farnesina assiste i connazionali coinvolti, indagini aperte sulle cause del rogo
di Redazione
(EN24) – Una vacanza ai Caraibi si è trasformata in tragedia. Una turista italiana, Francesca Valentino, è morta nell’incendio che ha colpito il Viva Wyndham Dominicus Beach, resort nella zona di Bayahibe, nella Repubblica Dominicana. Le fiamme hanno costretto all’evacuazione quasi 1.700 persone tra ospiti e personale della struttura, in una delle emergenze più gravi registrate negli ultimi anni in un complesso turistico dell’area.
Il rogo è divampato nel resort affacciato sulla costa orientale dominicana, nella provincia di La Altagracia, una delle zone più frequentate dal turismo internazionale. In pochi minuti il fuoco si è propagato tra le strutture dell’albergo, alimentato, secondo le prime ricostruzioni delle autorità locali, dalla presenza di coperture in palma e dalle condizioni del vento.
La vittima, cittadina italiana, sarebbe stata colta da una crisi respiratoria mentre si trovava in spiaggia, dove molti ospiti si erano radunati dopo l’evacuazione delle camere. Secondo le ricostruzioni riportate nelle ultime ore, la donna avrebbe inalato monossido di carbonio dopo essere stata investita da un’ondata di fumo proveniente dall’area incendiata. Trasportata in una struttura sanitaria, non ce l’ha fatta.
La Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, ha attivato immediatamente i canali di assistenza per i connazionali presenti nel resort. Alpitour, che seguiva una parte dei turisti italiani ospiti della struttura, ha indicato la presenza di 285 italiani coinvolti nell’emergenza. Per loro sono state predisposte procedure di supporto, trasferimenti e, in caso di necessità, il rilascio di documenti di viaggio per chi avesse perso passaporti o effetti personali nel rogo.
L’incendio ha interessato alcune aree comuni e parti significative del complesso turistico. Le immagini diffuse sui social e rilanciate dai media internazionali mostrano colonne di fumo nero, fiamme alte e strutture in legno e paglia rapidamente avvolte dal fuoco. Diversi ospiti si sono riversati sulla spiaggia e in aree considerate più sicure, mentre squadre di emergenza, vigili del fuoco e personale di protezione civile lavoravano per contenere l’incendio.
Il Centro operativo di emergenza dominicano ha coordinato le operazioni di soccorso. Oltre alla vittima italiana, tre persone sarebbero state trasferite in strutture mediche e altre sei assistite sul posto. La priorità, nelle prime ore, è stata mettere in sicurezza gli ospiti e trasferirli in hotel vicini o in strutture alternative.
Le autorità dominicane hanno aperto un’indagine per accertare le cause del rogo. Al momento non è stata indicata un’origine definitiva dell’incendio. Le prime valutazioni, tuttavia, puntano l’attenzione sulla rapidità con cui le fiamme si sono diffuse a causa dei materiali infiammabili presenti in alcune coperture e delle condizioni meteorologiche sfavorevoli.
Alcuni testimoni hanno raccontato momenti di forte paura. Un turista italiano ha riferito che “non è scattato alcun allarme” e che gli ospiti si sarebbero aiutati tra loro per raggiungere zone sicure. Sono ricostruzioni che dovranno essere verificate, ma che restituiscono il clima concitato vissuto all’interno del resort nei minuti decisivi dell’emergenza.
Il governo della Repubblica Dominicana ha inviato sul posto rappresentanti della protezione civile e membri dell’esecutivo per seguire direttamente la gestione della crisi. Le autorità locali hanno assicurato che l’area turistica di Bayahibe resta operativa e che il vicino Viva Wyndham Dominicus Palace non sarebbe stato danneggiato dall’incendio.
La tragedia riaccende il tema della sicurezza nelle strutture turistiche internazionali, soprattutto in complessi costruiti con materiali scenografici e naturali, spesso pensati per richiamare l’immaginario tropicale ma vulnerabili in caso di incendio. Nei resort caraibici, dove legno, palma e coperture leggere sono elementi frequenti dell’architettura turistica, la prevenzione antincendio diventa un fattore decisivo.
La rapidità dell’evacuazione, l’efficienza degli allarmi, la presenza di vie di fuga chiare e la formazione del personale sono elementi che possono fare la differenza tra un’emergenza controllata e una tragedia. Le verifiche dovranno ora chiarire se tutti i protocolli siano stati rispettati e se la struttura fosse dotata di sistemi adeguati per fronteggiare un incendio di quelle dimensioni.
Per i turisti italiani coinvolti, resta lo choc di una vacanza interrotta all’improvviso. Molti avrebbero perso bagagli, documenti, effetti personali e medicinali. Altri sono stati trasferiti in strutture vicine, in attesa di indicazioni sul rientro o sulla prosecuzione del soggiorno. L’assistenza consolare sarà determinante nelle prossime ore per gestire le necessità più urgenti.
La morte di Francesca Valentino trasforma l’incendio di Bayahibe in una vicenda che tocca direttamente l’Italia. Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha espresso cordoglio per la connazionale deceduta, parlando di una vacanza diventata un dramma. Un dolore che si somma alla paura vissuta da centinaia di persone costrette a fuggire da un resort in fiamme.
Bayahibe è una delle mete più note della Repubblica Dominicana, scelta ogni anno da migliaia di viaggiatori europei e americani per mare, spiagge e villaggi all inclusive. Proprio per questo l’incendio assume un valore che va oltre la cronaca locale: riguarda la sicurezza del turismo globale, la responsabilità delle strutture ricettive e il rapporto di fiducia tra viaggiatori, tour operator e destinazioni internazionali.
Ora la parola passa alle indagini. Saranno le autorità dominicane a stabilire da dove siano partite le fiamme, perché si siano propagate con tanta rapidità e se i sistemi di prevenzione abbiano funzionato come previsto. Resta, intanto, il bilancio umano più doloroso: una turista italiana morta durante una vacanza, quasi 1.700 persone evacuate e un resort simbolo del turismo caraibico devastato dal fuoco.

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