Rimini, “Perché nostro figlio è morto?”. Ma il medico legale tace

Dopo un anno e mezzo non ancora consegnati gli esiti dell’autopsia. La procura indaga l’anatomopatologo Salvi per omissione di atto d’ufficio

di GRAZIA BUSCAGLIA

Alessandro ha chiuso i suoi occhi per sempre pochi giorni prima del suo secondo compleanno, il 31 ottobre del 2019. Ma a distanza di un anno e mezzo da quell’atroce disgrazia, nessuno ancora conosce il motivo della sua morte. E dire che la famiglia Vendemini, tramite l’avvocato Massimiliano Orrù, aveva subito presentato un esposto in Procura per fare luce sui fatti che hanno portato alla tragedia dopo che il bimbo era entrato per due volte, nel giro di poche ore in ospedale dove poi era spirato.

Il sostituto procuratore Davide Ercolani aveva subito aperto un fascicolo per omicidio colposo con cinque operatori sanitari, per lo più medici, che erano stati iscritti nel registro degli indagati per consentir loro di nominare un consulente durante l’autopsia. E l’esame era stato affidato, dalla stessa Procura riminese, a uno dei luminari del settore, l’anatomopatologo di Genova, Marco Salvi.

Ma dal novembre del 2019 a oggi degli esiti di quell’autopsia non si è più saputo nulla. Il medico non ha mai inviato alla Procura i risultati dell’esame autoptico compiuto sul corpo del piccolo Alessandro. A nulla sono valse le telefonate, le email dell’avvocato della famiglia del bimbo. Ma non hanno avuto nessuna risposta neanche le chiamate e le email di posta certificata che gli sono state inviate, non solo dal pm Davide Ercolani, ma anche dallo stesso procuratore capo Elisabetta Melotti. Il dottor Salvi non ha mai risposto in questi diciotto, lunghissimi mesi. A nessuno. Così il procuratore Melotti insieme al titolare dell’inchiesta Ercolani hanno deciso di denunciare lo stesso anatomo patologo Salvi per omissioni d’atto d’ufficio.

Riccardo Vendemini, padre del piccolo Alessandro, da mesi si batte per avere giustizia per suo figlio: “Ho saputo anche io che l’anatomopatolo che avrebbe dovuto darci una risposta è indagato per omissioni d’atto d’ufficio – dichiara al telefono –. Tutto quello che è avvenuto è inspiegabile, non capiamo mia moglie ed io il perchè di questo immenso ritardo. Noi aspettiamo ancora di avere giustizia, vogliamo sapere di cosa è morto nostro figlio, ma senza gli esiti dell’autopsia non lo potremo mai fare. Vogliamo scoprire se ci siano state delle negligenze in ospedale, lo facciamo per noi e soprattutto per Alessandro. Nostro figlio merita giustizia”.

Intanto in casa Vendemini finalmente è tornata un po’ luce: “Abbiamo avuto da poco un altro figlio – confessa Riccardo Vendemini – una parte di felicità ce la sta regalando lui, ma nessuno ci potrà ridare il nostro Alessandro, è un dolore che ci porteremo sempre nel cuore”.

 

fonte: Il Resto del Carlino

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