Il derby azzurro in semifinale salta a pochi minuti dall’inizio. Il romano raggiunge Zverev nell’ultimo atto e da lunedì entrerà per la prima volta nella top ten Atp
di Redazione
(EN24) – Il Roland Garros 2026 consegna all’Italia una finale storica, ma lo fa nel modo più amaro. Matteo Arnaldi è stato costretto a ritirarsi a poche ore dalla semifinale contro Flavio Cobolli, trasformando l’atteso derby azzurro sul Philippe-Chatrier in una partita mai giocata. Cobolli accede così direttamente alla finale dello Slam parigino, dove affronterà Alexander Zverev.
La decisione è arrivata nel tardo pomeriggio, a pochi minuti dall’inizio del match fissato per le 19. Arnaldi, debilitato da un virus e da forti problemi gastrointestinali, non è riuscito a recuperare nonostante l’intervento dei medici e ha dovuto comunicare il forfait. Una scelta dolorosa, maturata quando ormai il tennis italiano si preparava a vivere una semifinale tutta tricolore, evento rarissimo nella storia degli Slam.
Il sanremese ha spiegato di aver iniziato a sentirsi male la sera precedente, durante la cena. Nella notte il quadro è peggiorato, con vomito, febbre e impossibilità di riposare in modo adeguato. Anche nella giornata della semifinale non sarebbe riuscito ad alimentarsi né a bere normalmente. In quelle condizioni, scendere in campo per una partita al meglio dei cinque set sarebbe stato impossibile e rischioso.
Il ritiro cancella il derby, ma non il valore del torneo di Arnaldi. Il suo Roland Garros resta straordinario: partite lunghe, vittorie di carattere, quasi venti ore complessive in campo e una corsa fino alla semifinale che lo ha consacrato tra i protagonisti della nuova generazione azzurra. Il finale è crudele, ma non ridimensiona il percorso compiuto.
Per Cobolli è una qualificazione storica e insieme difficile da vivere. Il romano raggiunge la prima finale Slam della carriera senza giocare la semifinale, in una situazione emotivamente complessa: da una parte la gioia per il traguardo più importante della sua vita sportiva, dall’altra il dispiacere per l’amico e connazionale costretto ad arrendersi prima ancora di entrare in campo.
Il destino del torneo cambia così in pochi minuti. Il pubblico attendeva una sfida tutta italiana, capace di garantire comunque un azzurro in finale. Invece il Philippe-Chatrier resta senza partita e il programma viene stravolto da un forfait che lascia amarezza tra tifosi, organizzatori e protagonisti.
Cobolli affronterà Alexander Zverev, che nell’altra semifinale ha battuto il ceco Jakub Mensik in quattro set, con il punteggio di 7-5, 6-2, 3-6, 6-3. Per il tedesco sarà una nuova occasione per inseguire il primo titolo Slam, dopo finali già vissute e non chiuse nei tornei più importanti. Per l’italiano sarà invece l’ingresso in una dimensione completamente nuova.
Il dato simbolico resta enorme: un italiano sarà in finale al Roland Garros in un’edizione segnata da sorprese, ritiri e ribaltamenti. Dopo l’uscita prematura di Jannik Sinner e il ritiro di Matteo Berrettini nei quarti contro Arnaldi, il tennis azzurro trova comunque in Cobolli un finalista inatteso ma legittimo, figlio di un percorso solido e di una crescita continua.
Da lunedì, comunque vada la finale, Cobolli entrerà per la prima volta nella top ten del ranking Atp. È un salto che certifica la maturazione del romano e conferma la profondità del movimento italiano, ormai capace di portare più giocatori nelle fasi decisive dei tornei più prestigiosi.
La giornata di Parigi resta però segnata dal volto opposto dello sport: il confine fragile tra sogno e rinuncia. Arnaldi aveva conquistato sul campo il diritto di giocarsi una finale Slam, ma il corpo lo ha fermato nel momento più atteso. È la parte più dura del tennis, sport individuale e spietato, dove una notte di malessere può cancellare mesi di preparazione e una settimana perfetta.
Il Roland Garros 2026 avrà dunque una finale tra Zverev e Cobolli, ma porterà con sé anche il rimpianto di una semifinale azzurra mai disputata. Per l’Italia resta una pagina storica, anche se scritta con un misto di orgoglio e amarezza: Cobolli vola verso l’ultimo atto, Arnaldi esce senza giocare, e Parigi incorona comunque una nuova stagione del tennis italiano.

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