Scontro sociale negli usa: Big Tech chiede a Trump una de-escalation

Tim Cook e Donald Trump in Giappone lo scorso anno. (Photo by Andrew Harnik/Getty Images)

Tim Cook e i vertici della Silicon Valley rompono il silenzio dopo le violenze di Minneapolis e le politiche anti-immigrazione

di Redazione

Il clima di tensione negli Stati Uniti raggiunge i piani alti della Silicon Valley. Dopo i tragici eventi di Minneapolis, dove due cittadini americani sono rimasti uccisi durante operazioni degli agenti federali, i leader delle principali aziende tecnologiche hanno deciso di esporsi. Il messaggio rivolto alla Casa Bianca è univoco: è necessario fermare le violenze e abbassare i toni della campagna anti-immigrazione.

Il Ceo di Apple, Tim Cook, ha inviato un messaggio accorato ai propri dipendenti definendosi “affranto” per quanto accaduto. Cook ha sottolineato che la forza dell’America risiede nel trattare tutti con “dignità e rispetto”, indipendentemente dalla provenienza.

Sulla stessa linea si è espresso Sam Altman, Ceo di OpenAI, che ha denunciato l’eccessiva aggressività degli agenti dell’Ice (Immigrazione e Dogane), chiedendo di distinguere nettamente tra l’espulsione di criminali violenti e le azioni indiscriminatorie che stanno colpendo il Paese.

Non si tratta di voci isolate. La richiesta di una de-escalation è arrivata da un fronte compatto:

  • Oltre 60 Ceo di grandi aziende di Minneapolis (tra cui Target, Best Buy e Cargill).

  • Jamie Dimon, Ceo di JPMorgan, che ha espresso preoccupazione per la gestione dell’immigrazione e la rabbia sociale interna.

  • La Chamber of Commerce Usa, la principale lobby economica del Paese.

Nonostante i toni critici, Cook cerca di mantenere un canale di dialogo aperto con Donald Trump, definendo “buona” la conversazione avuta con il Presidente. Tuttavia, la pressione sui top manager è fortissima: migliaia di dipendenti e ingegneri della Silicon Valley hanno firmato petizioni per chiedere l’interruzione dei contratti tra le aziende tech e le agenzie federali anti-immigrazione.

Il momento di massima tensione è coinciso con la proiezione di un documentario “iconico” sulla First Lady Melania Trump, prodotto da Amazon. Proprio mentre si consumava la tragedia di Minneapolis, i Ceo di Apple, Amd e Amazon partecipavano all’evento alla Casa Bianca. Questo contrasto tra i salotti del potere e la crisi nelle strade (la cosiddetta Main Street) ha reso la posizione dei vertici aziendali sempre più difficile da sostenere, spingendoli a una presa di distanza pubblica.

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